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Smartphone violati: ecco come proteggere il tuo telefonino nelle stazioni di ricarica pubbliche

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Federica Frigeri
Scritto da Federica Frigeri

Vi è mai capitato di ricaricare il telefono in aeroporto, in stazione, nei centri commerciali o in altri luoghi pubblici? Nel caso sia accaduto, sappiate di aver compiuto un’operazione piuttosto rischiosa.
L’allarme arriva da Kaspersky Lab, azienda specializzata nella produzione di software per la sicurezza informatica: collegare il nostro smartphone tramite USB permette uno scambio di informazioni automatico tra il telefono e la stazione di ricarica. I dati trasmessi possono interessare “solamente” il nome, il modello e il numero di serie dello smartphone, fino alle informazioni ed ai file presenti nel sistema operativo.

I contenuti che potrebbero essere inviati variano a seconda del livello di sicurezza del dispositivo. Resta il problema che chiunque – teoricamente – avrebbe la possibilità di venire in contatto con i nostri dati e conservarli, o riutilizzarli. Il pericolo maggiore sono gli hacker, che potrebbero accedere al nostro smartphone e comprometterlo.

Non ci sono attualmente notizie certe sull’avvenuto “furto” di informazioni private attraverso questo canale e sul loro impiego, ma sono comunque consigliate quattro precauzioni da mettere in atto ogni volta che utilizziamo stazioni di ricarica pubbliche:

  1. Collegate il dispositivo a stazioni che sapete essere affidabili
  2. Proteggete lo smartphone con una password (un suggerimento utile anche in caso di furto) e non sbloccatelo durante la ricarica
  3. Se possibile, utilizzate tecnologie di criptaggio e archivi sicuri
  4. Installate una app per rilevare i malware

Info Autore

Federica Frigeri

Federica Frigeri

25 anni: uno in Inghilterra, uno in biblioteca, molti a scuola. Laureata in Scienze della Comunicazione, al momento un po’ stagista e un po’ laureanda in Editoria.