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Piazza Affari: investire nelle società di calcio conviene?

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Paolo Funassi
Scritto da Paolo Funassi

Piazza Affari vanta centinaia di aziende quotate. Tre di queste sono società di calcio: Juventus, Roma e Lazio. Conviene investire nel pallone?

Dai primi anni 2000 le società calcistiche in cerca di investitori ebbero l’idea di quotarsi in borsa. Così debuttarono a Piazza Affari Lazio, poi Roma e successivamente Juventus. Sia i giallorossi sia i bianconeri ebbero molta fortuna, poiché nell’anno della quotazione arrivò anche lo scudetto.

 

Attualmente stiamo assistendo al tentativo del Milan di vendere il 48% del pacchetto azionario (non quotato) di Fininvest ad investitori predeterminati, prescindendo in questo modo da un’eventuale quotazione in borsa.

Il business del calcio in Europa

In Europa il business del calcio prospera in vari Paesi, mentre in Italia conserva un certo affanno. Stando alla Football Money League, è il Real Madrid (per l’undicesimo anno di fila) la prima società europea per fatturato con 577 milioni di euro. Prima delle italiane la Juventus, che conserva il decimo posto con 323,9 milioni di euro.

Il Milan, che perde due posizioni, scivola al 14esimo posto mentre fa il suo ingresso nella top 20 europea la Roma di James Pallotta, che si piazza al 16mo posto con 180,4 milioni di fatturato.

Esiste poi il valore presunto del brand, che si aggiunge a valutazioni di carattere spiccatamente finanziario.

Il Milan, stando alla valutazione data da Fininvest, dovrebbe valere intorno al miliardo di euro. Valore che appare, in realtà, fuori mercato poiché la serie A non è più il campionato maggiormente “bello e pregiato”. Ora è la Premier League inglese il campionato con il maggior fatturato, e questo ha un riflesso anche sul valore delle società inglesi. Pur privo di recenti successi internazionali, il Manchester City viene valutato ben 3 miliardi di euro.

Juventus, Roma e Lazio in borsa: analisi

Investire sulle società calcistiche vuol dire anche scommettere sui loro risultati sportivi, poiché gli introiti lievitano anche in virtù dei successi conseguiti sul campo. E purtroppo le affermazioni delle italiane in Europa sono sempre più rare, come abbiamo potuto verificare nel mese di febbraio (1 sola vittoria in ben 8 gare di Coppa).

Juventus

Quotazione intorno a 0,25 euro, capitalizza 260 mln (nel 2011 sostenne un aumento di capitale di 120 milioni).

La società ha investito molto (decine di milioni di euro) per mantenere i migliori giocatori e rinforzare la prima squadra. Questo ha aumentato la voce dei costi, mentre i ricavi (nell’ultimo anno oltre 300 mln) come al solito dipenderanno dai risultati sportivi, soprattutto dall’esito della Champions League. L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2015 è aumentato a 197,3 milioni dai 188,9 milioni del 30 giugno 2015, mentre il patrimonio netto della società bianconera si è rafforzato a 75 milioni (+68,2%).

Tra i punti di forza, lo stadio di proprietà. I bianconeri hanno superato i cinquanta milioni di ricavi da stadio in un anno e sono passati dai 41 milioni del 2014 ai 51,4 milioni del 2015 grazie agli oltre 35 mila spettatori di media a partita, in una stagione che ha visto la Juventis arrivare fino in fondo in ogni competizione.

Roma

Quota 0,46 dopo mesi di cali dovuti anche alla tempesta che ha colpito i mercati finanziari. Capitalizza 180 mln dopo l’aumento di capitale nel 2014 pari a 100 milioni. I giallorossi, che non possiedono uno stadio di proprietà, vantano un vivaio molto pregiato. La “canterà” giallorossa ha fruttato circa 55 milioni negli ultimi tre anni.

Anche la Champions League ha aiutato le casse giallorosse. La partecipazione alle coppe europee per due anni consecutivi, insieme ad altri fattori, ha portato la società capitolina ad una crescita economica importante. I guadagni in un anno sono passati da 127,4 a 187,4 milioni di euro.

A proposito della questione stadio, Pallotta sta lavorando all’idea Tor di Valle e non è da escludere che, tra finanziamenti di sponsor ed investitori privati, anche la candidatura olimpica giochi in favore di quest’ambizioso progetto. Sullo sfondo resta l’ipotesi, maturata in ambienti politici, di far sorgere lo stadio a Tor Vergata.

Ad oggi, la quota ticketing ammonta a 30,4 milioni.

Lazio 

La Lazio quota 0,44 e capitalizza circa 35 milioni. Il gruppo fa capo per il circa il 65% a Claudio Lotito.

La Semestrale è stata approvata il 29 febbraio 2016. Da essa si evince che il giro di affari consolidato, al netto dei proventi non ricorrenti, si attesta a 46,67 milioni ed è aumentato rispetto al medesimo periodo della stagione precedente di 9,05 mln. Questa variazione è dovuta principalmente ai maggiori introiti percepiti dai diritti televisivi per il campionato di serie A e dalla partecipazione all’Europa League. Il patrimonio netto è positivo per 16,33 milioni.

I debiti, al netto dell’esposizione finanziaria e dei risconti passivi, sono pari a 124,28 milioni. Depurando anche il debito oltre i 12 mesi della transazione tributaria, l’importo si riduce a 72,03 milioni con un aumento, a parità di perimetro di analisi, di 10,24 milioni rispetto al 30 giugno 2015. La posizione finanziaria netta risulta negativa per 15,16 milioni, con un decremento di 2,79 mln rispetto al 30 giugno 2015 dovuto principalmente all’aumento della liquidità verso banche.

Il risultato del primo semestre della stagione 2015/2016 è dipeso essenzialmente dal mancato superamento del turno preliminare di Champions League.

Juve, Roma e Lazio in borsa: le prospettive

Investire nelle società calcistiche è un investimento molto particolare. Si possono assistere a rialzi o ribassi a doppia cifra per una vittoria determinata anche da un errore arbitrale o un rigore sbagliato. Ci sono poi paradossi come quello che vede un calciatore della Lazio, Felipe Anderson, valutato 50 milioni e cioè piu dell’intera capitalizzazione di mercato della stessa società.

Gli utili a fine stagione non vengono mai trasformati in dividendi. Anche questo aspetto allontana gli investitori a lungo termine. Gli aumenti di capitale negli ultimi anni sono stati copiosi, penalizzando chi ha cercato fortuna in questo settore.

Purtroppo le quotazioni di Roma e Lazio hanno subìto un forte calo dovuto al crollo generalizzato del mercato finanziario mondiale. La Juventus, invece, si è dimostrata un porto sicuro in cui rifugiarsi (non ha perso nulla dal 1 gennaio), circostanza che conferma l’imprevedibilità degli “investimenti calcistici”.

Settore per cuori forti, dunque, sia in campo che a Piazza Affari. Raccomandato a speculatori che dispongano di molto tempo a disposizione per seguire le quotazioni ora dopo ora. Siamo più ottimisti sulla Roma che sulla Lazio. Segno “X”, invece, per la Juventus.

Info Autore

Paolo Funassi

Paolo Funassi

Presidente di società pubblica, è ex imprenditore ed ex collaboratore presso il Senato e il Consiglio Regionale della Lombardia. Hobby principale: arbitrare nei campionati di football americano, dopo essere stato per anni arbitro di calcio.