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Cissako, il calciatore imam

Yarouba Cissako
Luigi Guelpa
Scritto da Luigi Guelpa

Yarouba Cissako ha rinunciato alla fama ed ai milioni del Monaco per scegliere la sua fede: “Rappresento la parte sana dell’Islam, il kalashnikov non mi sedurrà mai”.

Il suo valore di mercato non si avvicina ai 79 milioni di euro dell’ex compagno di squadra Anthony Martial, ceduto in estate al Manchester United per una cifra irragionevole, considerata l’età (19 anni) dell’attaccante franco-ivoriano.

 

Yarouba Cissako, 21enne francese di origini maliane, è legato a valori che dominano quelli economici. È la religione il bene più prezioso, a tal punto insostituibile da convincerlo ad abbandonare una carriera dall’esito certo nel Monaco per abbracciare sport, ma soprattutto fede, in Qatar. Nei giorni scorsi si è accordato con il Lekhwiya di Doha, che non gli costruirà ponti d’oro, ma a Cissako importa ben poco. Non sta studiando da calciatore professionista, anche se la tecnica e un piede destro radiocomandato fanno parte del suo corredo genetico, ma da imam. Fa quasi paura pronunciare questa parola, soprattutto da quando, purtroppo, viene usata (e abusata) per raccontare gli stratagemmi adottati da scellerati uomini con la barba per convincere giovani proseliti a combattere la guerra santa per conto di una delle tante sigle della sterminata galassia jihadista.

Cissako tiene a distanza di sicurezza le storie delle mire espansionistiche del Califfato islamico di Al Baghdadi o della sete di potere di Al Zawahiri, il medico egiziano erede di Bin Laden. Si reputa con semplicità un “musulmano osservante. È come quando da voi qualcuno decide di diventare sacerdote. Non credo che venga guardato con sospetto dalle persone. Tuttavia a Montecarlo sono stato allontanato anche da qualche amico dopo aver rivelato che cosa avrei fatto da grande”.

In un mondo sequestrato dal timore degli attentati, persino la scelta di uno sportivo riesce a seminare il panico. Cissako nulla ha da spartire con Fabio Pocas, l’ex calciatore portoghese, un tempo compagno di Cristiano Ronaldo nelle giovanili dello Sporting Lisbona e oggi miliziano dell’Isis. Semmai la sua storia ricorda quella dell’ex portiere della nazionale argentina Carlos Angel Roa, uno dei migliori sulla piazza negli anni novanta, che decise di mettere da parte la carriera nel Mallorca per diventare ministro della Chiesa cristiana avventista del settimo giorno. Sembra difficile da spiegare, ma assieme a milioni di fedeli rappresento la parte sana dell’Islam – racconta da Doha, la capitale qatariota -. Vorrei che la gente capisse che sto studiano il Corano, e che il kalashnikov non mi sedurrà mai”.

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Luigi Guelpa

Luigi Guelpa

Luigi Guelpa, nato nel 1971, è un giornalista che da un quarto di secolo racconta l'Africa e il Medioriente per alcune tra le più importanti testate italiane. Ha pubblicato diversi saggi al riguardo e nel 2010, con il "Tackle nel Deserto", si è aggiudicato il premio Selezione Bancarella Sport.