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Gli sport emergenti in Italia

Football americano
Paolo Funassi
Scritto da Paolo Funassi

La voglia di novità e benessere favorisce il “boom” di sport un tempo considerati minori.

L’Italia è da sempre un Paese basato sul lavoro e… sul pallone, piena di santi, poeti, navigatori e goleador. Da noi il calcio ha monopolizzato per interi decenni i discorsi da bar: sia quelli di paese sia quelli televisivi. E gli altri sport? Degnati di uno sguardo, nella migliore delle ipotesi, ogni 4 anni in concomitanza con le Olimpiadi.

 

Forse, però, oggi qualcosa sta davvero cambiando.

Nel mondo globalizzato le usanze e gli interessi s’intrecciano sempre più. Ecco quindi che i media e la tecnologia portano nelle nostre case immagini e suggestioni, anche di natura sportiva, provenienti da ogni angolo della terra.

Lo sport come stile di vita

La pratica sportiva per alcuni è ormai un vero e proprio stile di vita. Sentirsi bene, apparire atletici e vivere in armonia con la natura è da tempo una condizione irrinunciabile in culture come, ad esempio, quella australiana. Ora anche in Italia – forse con un po’ di ritardo – qualcosa sta finalmente cambiando.

La prova? Una fra tante: le molte piste ciclabili sorte in questi anni nel centronord (consiglio vivamente di pedalare lungo quelle del Garda o della Valcamonica).

Lo sport come antidepressivo

In anni di “crisi” anche la quota d’iscrizione alla palestra ed al corso sportivo può apparire un lusso. Subentrano timori legati al lavoro ed alla flessione economica, al punto da attivare insidiose “crisi emotive” capaci di danneggiare il nostro fisico. Ecco: l’ultima rinuncia da compiere è proprio quella legata allo sport. Il malessere psicofisico trova nella pratica atletica uno tra i rimedi più efficaci e, a ben guardare, esistono attività fisiche “alternative” che non richiedono l’iscrizione a club e palestre.

Molte amministrazioni comunali, seppur tra mille difficoltà economiche, cercano di supportare le associazioni sportive locali ed è sempre più frequente che gruppi di cittadini si riuniscano spontaneamente per praticare in compagnia l’attività fisica preferita.

Il riscatto degli sport più ruvidi

Rugby, football americano ed arti marziali stanno vivendo in Italia un periodo di espansione. Il rugby vanta quasi mille società in Italia e viene seguito da un pubblico crescente; l’ultimo Mondiale, giocato nel Regno Unito, è stato visto da milioni di italiani. Praticato soprattutto nelle regioni di nordest, superficialmente potrebbe apparire uno sport “violento” ma non lo è affatto: il contatto fisico è regolamentato e gli infortuni non appaiono cosi frequenti.

Il football americano, sport nazionale negli USA, in Italia è in rapida espansione soprattutto tra i giovani. Le reti Mediaset e Sky trasmettono le partite in diretta tv (in orari notturni, visto il fuso orario degli Stati Uniti) ed i social esplodono di commenti durante le partite, attivando un effetto virale.

Nel 2016 è stato raggiunto il record di iscrizioni per i campionati nelle serie inferiori (la “Serie A” del football è sempre a 12 squadre). Perché avvicinarsi al football americano? I valori sani e l’ambiente famigliare ne fanno uno sport ideale per i giovani ed anche per chi – parenti, fidanzate ed amici – volesse godersi in tranquillità la pratica agonistica dell’atleta di casa.

Sport, strumento d’integrazione

Il calcio resta lo sport più popolare al mondo e sta assumendo un’importante valenza nelle dinamiche d’integrazione. Il risultato è evidente in tutti i campionati, soprattutto giovanili, in cui numerosi giocatori sono di origine straniera.

Il contributo dato dagli immigrati che praticano attività sportive non si limita ad infoltire le rose delle società calcistiche ma favorisce l’importazione di discipline a noi pressoché sconosciute come il cricket, sport nazionale in Pakistan e India.

Del resto, si sa, l’unione fa la forza: attingere a culture diverse (ed a tipi fisici differenti) alzerà negli anni il livello dello sport italiano.

 

Info Autore

Paolo Funassi

Paolo Funassi

Presidente di società pubblica, è ex imprenditore ed ex collaboratore presso il Senato e il Consiglio Regionale della Lombardia. Hobby principale: arbitrare nei campionati di football americano, dopo essere stato per anni arbitro di calcio.