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Ferrari terza nel GP d’Australia. Come reagirà il titolo in borsa?

Ferrari
Paolo Funassi
Scritto da Paolo Funassi

Il Gran Premio d’Australia, gara di debutto del Mondiale di Formula 1, ha premiato le Mercedes di Rosberg e Hamilton. La Ferrari FS16-H, pur ottenendo la terza posizione con Vettel e dimostrandosi per lunghi tratti quasi al livello delle frecce d’argento, alla fine – come la scorsa stagione – si è dovuta inchinare.

 

Inizia, così, con un pizzico di delusione la stagione 2016-17 dopo gli splendidi test invernali di Barcellona ed i positivi segnali lanciati all’inizio della gara di Melbourne, prima della “bandiera rossa”. Non resta che confidare nel lavoro di Arrivabene e del suo team.

Ferrari: dalla pista a Piazza Affari

Domani, a Piazza Affari, la Rossa si misurerà con un’altra sfida e dovrà cercare di non deludere i propri azionisti.

Il risultato odierno probabilmente incoraggerà la speculazione a spingere il titolo al ribasso ma in borsa occorre non dare nulla per scontato: il titolo potrebbe sorprendere in positivo. La gara singola ha qualche significato per i tifosi, molto meno in borsa. Se quest’anno non arrivasse il titolo mondiale poco cambierebbe per la Rossa nell’immediato, mentre sul medio periodo è imperativo tornare a vincere per dare un seguito adeguato alla storia di successo del brand.

Ferrari in borsa: il presente

Attualmente il titolo quota lontano dal valore del suo debutto in borsa, pur avendo registrato una buona risalita dai minimi di febbraio.

Al di là del attuale valore delle azioni Ferrari, ricordiamo che tra i vari punti di forza della Rossa c’è il valore del brand, che può vantare dati finanziari analoghi a quelli delle società del lusso. Nel 2015 la società ha registrato elevati margini ed un forte flusso di cassa.

I conti del 2015 sono stati i migliori di sempre per la casa di Maranello: consegnate 7.664 unità (+6% rispetto al 2014) con ricavi netti cresciuti del 3% a 2.854 milioni. L’utile netto si è attestato a 290 milioni (+9% rispetto al 2014). L’indebitamento netto è stato pari a 1.938 milioni di euro.

Utili corposi significano anche dividendi, e Ferrari intende distribuire nel 2016 0,46 euro ad azione ordinaria, per complessivi 87 milioni.

Gradita (ed ennesima) conferma della forza del gruppo è la notizia di pochi giorni fa: Standard Ethics, agenzia di rating in materia di sostenibilità, responsabilità sociale e buona governance, ha assegnato alla Ferrari, per il suo inserimento all’interno dello Standard Ethics Italian Index, un rating E. “L’eccezionale qualità dei suoi prodotti, la straordinaria unicità del suo modello produttivo, l’eccellente gestione delle risorse umane concorrono alla meritata fama della marca Ferrari recita la motivazione pubblicata da Standard Ethics.

Ferrari: il futuro

Durante il Salone dell’Auto di Ginevra, Marchionne ha assicurato che la quotazione in borsa della Ferrari “non ha impatto sulla vita quotidiana dell’azienda”. Quindi la prevedibile discesa del titolo domani, alla riapertura dei mercati, influirà molto relativamente sulla struttura operativa della società.

Più rilevante del singolo risultato odierno è la partita vinta in queste settimane dal presidente Marchionne: quella finanziaria, poiché ha lanciato con molto successo la prima obbligazione di Ferrari, per un importo di circa 500 milioni di euro (purtroppo riservata solo ad investitori istituzionali). La richiesta da parte della comunità finanziaria è stata pari a 6 volte l’offerta. Talmente forte, il marchio Ferrari, che il bond non ha avuto bisogno di nessun rating da parte delle agenzie preposte ed ha un rendimento dell’ 1,5% annuo.

Come avrete forse notato, sui caschi dei due piloti della Rossa era presente il logo Riva, con il classico sfondo color acquamarina. Frutto della partnership sottoscritta poche settimane fa tra il gruppo Ferretti (proprietario del marchio Riva) e Ferrari. Un tassello che si aggiunge in termini sia economici sia di prestigio per possibili sviluppi futuri.

Altra vittoria fuori dalle piste sarà il bilancio del 2016, dato che le indicazioni che la società aveva diffuso a gennaio sullo sviluppo del business sono superate: non includono, infatti, l’effetto positivo che verrà prodotto dal nuovo modello GTC4 Lusso.

Ulteriori indicazioni incoraggianti riguardano poi la possibile riduzione dell’aliquota fiscale già nel 2016. Ma la più significativa nota positiva e di svolta è rappresentata dal debito, che andrà progressivamente diminuendo fino ad azzerarsi nel 2019.

Attendiamo con fiducia il 2017, quando con certezza verrà presentata una nuova supercar in occasione del settantesimo compleanno della Casa di Maranello.

Ferrari: investimento ok a lungo termine

L’andamento del titolo sino ad ora ha deluso. Una delle possibili spiegazioni si può trovare nelle stesse parole di Marchionne quando spiega che Ferrari “ha ereditato dei soci che all’inizio erano soci di FCA. Quindi ci vorrà del tempo per trovare un posizionamento. Servirà buona parte del 2016 per arrivare ad una situazione ideale per l’azionariato”.

Proprio su queste basi l’agenzia Standard Ethics ha osservato che nel lungo periodo la Rossa di Maranello appare strutturalmente sinergica all’azionista di maggioranza (Exor) in merito alle funzioni apicali, con singoli casi di interlocking directorships a livello organizzativo (ad oggi non è in grado di esibire un proprio codice di condotta) e nell’ambito dei diritti di voto (ha un regime di voto multiplo consentito dalle norme olandesi: special voting shares)

Quindi sottolinea che potrebbero presentarsi scenari negativi qualora una controllata non fosse in grado di agire autonomamente oppure, ad esempio, qualora fosse gestita, anche finanziariamente, nell’interesse prevalente della controllante (in questo caso Exor) e non solo nel proprio interesse o nell’interesse dei suoi azionisti, inclusi quelli di minoranza.

Una nota molto positiva per Ferrari è rappresentata dal fatto che dai minimi di febbraio il titolo ha già recuperato oltre 8 euro per azione, segno che gli investitori stanno rientrando e credono (come crediamo anche noi) che il Cavallino Rampante sia soltanto all’inizio di una lunga e duratura galoppata in borsa.

Ferrari si rivelerà probabilmente un ottimo investimento in un’ottica di lungo termine (almeno 5 anni) poiché la forza del marchio e la crescita dei ricavi sosterranno le quotazioni del titolo. Analizzando i 37 euro che quota attualmente il titolo, si evince che la capitalizzazione di Ferrari è di 6,5 miliardi di euro e il valore del rapporto prezzo/utili (il p/e) è di circa 21, in linea con il settore del lusso.

Info Autore

Paolo Funassi

Paolo Funassi

Presidente di società pubblica, è ex imprenditore ed ex collaboratore presso il Senato e il Consiglio Regionale della Lombardia. Hobby principale: arbitrare nei campionati di football americano, dopo essere stato per anni arbitro di calcio.