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Donna, atleta, poliziotta. In Iraq

Saada arco
Luigi Guelpa
Scritto da Luigi Guelpa

Avevano prestato servizio solo come ausiliare delle forze di sicurezza, sorvegliando i mercati e i pellegrinaggi, o controllando la moralità delle donne in una sorta di tradimento tra sorelle il cui limite invalicabile era la divisa. Dai tempi di Saddam Hussein molto è cambiato nella considerazione e nelle mansioni delle poliziotte. 

 

Oggi, con Al Baghdadi che minaccia il cuore pulsante della nazione, ogni tentativo di sbarrare la strada al “Califfo” è lecito e opportuno. Per queste ragioni è nata la “Brigata Intissar” (letteralmente, coloro che trionfano), un battaglione di 500 poliziotte che a Baghdad si occupa di vigilare le moschee e i luoghi sacri dell’Islam.

Tra di loro anche una giovane dall’ovale paffuto, ma determinata negli intenti. Si chiama Rand Saada Al Mashhadani, è sciita, ha 22 anni e un momento di gloria alle spalle. Nel 2012 ha rappresentato infatti l’Iraq alle Olimpiadi di Londra nella specialità del tiro con l’arco. “Un’esperienza meravigliosa. Mi eliminarono al primo turno, ma a farlo fu la coreana Bo Bae Ki, che poi vinse la medaglia d’oro”. Non fu certo un buon sorteggio, resta l’emozione di aver rappresentato un Iraq, almeno sportivamente unito, al torneo a cinque cerchi.

“Non sono qui per fermare i terroristi con arco e frecce – racconta – appartenevo già all’epoca alla compagnia atleti della polizia. In questi anni mi sono addestrata nel miglior modo possibile. Ho lavorato al fianco degli uomini, dimostrando che possono anche non prendersi cura delle donne. Sappiamo badare a noi stesse“.

All’accademia di polizia non hanno imparato solo a compiere perquisizioni, ma sono state istruite su come domare una rivolta o mettere in piedi un check-point. La drammatica situazione che sta vivendo l’Iraq non ha però spento gli echi dell’indignazione dei custodi di un tradizionalismo religioso esasperato.

Se i giovani vedono infatti di buon occhio le poliziotte, le vecchie generazioni sono contrarie, perché sostengono che si tratti di una professione troppo rischiosa. “Voglio dimostrare che abbiamo il diritto, in quanto donne nella società, di lavorare come poliziotte, e di quello che pensano gli anziani francamente non mi interessa”, taglia corto Saada. Nel battaglione di “coloro che trionfano” ci sono sunnite, sciite, curde e persino quattro ragazze di etnia yazida (sterminata in parte da Al Baghdadi), che hanno messo da parte divisioni etniche e politiche, ponendo al centro l’Iraq.

 

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Luigi Guelpa

Luigi Guelpa

Luigi Guelpa, nato nel 1971, è un giornalista che da un quarto di secolo racconta l'Africa e il Medioriente per alcune tra le più importanti testate italiane. Ha pubblicato diversi saggi al riguardo e nel 2010, con il "Tackle nel Deserto", si è aggiudicato il premio Selezione Bancarella Sport.