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Kamara, il rifugiato che infiamma gli stadi USA

Kei Kamara
Luigi Guelpa
Scritto da Luigi Guelpa

Ha vinto la classifica cannonieri della Major League Soccer, 22 centri come la formica atomica Giovinco, ma davanti a David Villa e Robbie Keane.

 

Kei Kamara è il tiratore scelto del campionato a stelle e strisce. L’ultimo gol, quello della definitiva consacrazione, è arrivato nella finale, poi persa, contro i Portland Timbers lo scorso 6 dicembre. E’ stato lui, il 31enne originario della Sierra Leone, a trascinare però i Columbus Crew fino all’atto più importante del torneo americano.

Quella di Kamara è una storia che va ben oltre le avventure di un predatore delle aree di rigore. Negli States, precisamente a Carson, California, c’è arrivato nel 1999 assieme alla famiglia, quando la Sierra Leone bruciava tra il crepitio delle armi e i vigliacchi assalti a colpi di macete degli uomini del Fronte Rivoluzionario Unito, nel bel mezzo di una guerra civile per il controllo delle miniere di diamanti.

Quello che accadde è raccontato in tutta la sua drammaticità dalla pellicola Blood Diamond, con Leonardo DiCaprio. Gli Usa hanno teso una mano a lui, ancora diamante grezzo della sfera di cuoio, e ad altre centinaia di persone rientrate in un progetto di sostegno per profughi.

Kamara si sente americano a tutti gli effetti: la terra di origine non può essere cancellata, ma quella d’adozione è il presente e futuro. Kei è musulmano, osservante ma non radicale. Anzi, dopo i terribili fatti di Parigi ha deciso di presentarsi nei college dell’Ohio per parlare agli studenti di pace, rispetto e convivenza. “Sono musulmano, e mi rattrista pensare a certi accostamenti con il terrorismo che diventano quasi naturali”. La comunità che professa la religione islamica negli Usa rappresenta lo 0,6% della popolazione.

“E’ una goccia nell’oceano, ma l’onestà ci contraddistingue – ricorda Kamara – e attraverso il calcio vorrei contribuire a migliorare la convivenza cancellando i pregiudizi“. Un impegno che ha convinto Kamara a rifiutare 4 mesi al Middlesbrough, nella Championship inglese.

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Luigi Guelpa

Luigi Guelpa

Luigi Guelpa, nato nel 1971, è un giornalista che da un quarto di secolo racconta l'Africa e il Medioriente per alcune tra le più importanti testate italiane. Ha pubblicato diversi saggi al riguardo e nel 2010, con il "Tackle nel Deserto", si è aggiudicato il premio Selezione Bancarella Sport.