Opinioni

Diseguaglianze e paradossi ci riportano al Medioevo

Foto di Angela Schlamutze
Giuseppe Cusmano
Scritto da Giuseppe Cusmano

La diseguaglianza tra ricchi e poveri, l’ebbrezza dello “stare sopra la legge”, l’immenso potere concentrato nelle mani di pochi, le persistenza dei soliti problemi (fame, guerre, conflitti) nonostante le enormi risorse economiche e tecnologiche. E quell’antica voglia dell’uomo di dominare l’uomo.

Pensate alla cosiddetta “sfera pubblica”. Si regge su interessi squisitamente privati quando viceversa la sfera “privata” è, via social e mass media, totalmente pubblica. Oppure pensiamo all’inversione semantica dei termini “oggettivo” e “soggettivo”, dove il primo s’identifica con le opinioni e il secondo con tutto ciò che ha a che fare con i numeri. L’elenco delle stranezze potrebbe continuare a lungo: ma qual è il loro significato?

Ricchi vs. poveri

Partiamo dal divario sociale. In questo caso, uno dei paradossi sta nel fatto che mentre il mondo è sempre più nelle mani di un manipolo di super-miliardari (negli States, ad esempio, la famiglia Walton, proprietaria della catena di ipermercati Wal-Mart, possiede un patrimonio superiore a quello di 150 milioni di americani messi assieme) il recente premio Nobel per l’economia, Deaton, scrive che secondo i più importanti indicatori economici la vita su questo pianeta non è mai stata meglio.

La questione travalica ormai l’aspetto economico: una massa smisurata di ricchezza concentrata in pochissime mani non è più una faccenda che abbia a che fare esclusivamente con i soldi ma investe la concezione che uno ha di sé e degli altri. La goduria non sta più nel poter comprare quello che gli altri possono solo limitarsi a sognare. Oltre un certo livello di patrimonio (neanche tanto alto) i consumi si stabilizzano.

Si gode, invece, nell’essere al di sopra della legge. Ci s’immedesima nella Giustizia. Si prova piacere nel decidere il destino delle moltitudini. Ci si sente, immagino, come gli antichi Signori feudatari, padroni della Vita e della Morte dei propri sudditi.

Per farla breve, i segnali del nuovo puzzano terribilmente di vecchio.

Il dominio nelle mani di un’élite

D’altronde, la fondazione di Bill Gates eroga più fondi dell’Organizzazione mondiale della Sanità, il Ceo della Goldman Sachs gestisce più soldi della BCE. Così il fondo Blackrock amministra un patrimonio (3.500 miliardi) superiore alle riserve di qualsiasi banca centrale, inclusa quella cinese.

Non si capirebbe, altrimenti, perché simili paperoni abbiano deciso di contrastare la riforma sanitaria pubblica in America, quando è del tutto evidente che loro non la utilizzeranno mai. O perché, nonostante le possibilità tecnologiche e le enormi disponibilità economiche, si lascino volutamente incancrenire i soliti problemi (fame, guerre, conflitti…)

L’idea, allora, è che non vi sia nulla di casuale nel rifiorire della superstizione, di migrazioni bibliche di masse di diseredati. Nulla di casuale nel risorgere dei fanatismi religiosi, di nuove crociate, di attese imminenti di apocalissi promesse. Nulla di casuale nelle nuove bombe, nelle deleghe sempre più in bianco, nei disastri ambientali, negli scandali subito dimenticati e nelle stragi degli innocenti.

C’è l’antica voglia dell’uomo di dominare l’uomo. C’è l’antica voglia dell’uomo di possedere l’uomo. Vuoi vedere che la nuova era, il poi che segue il dopo, altro non è che il solito… Medioevo?

Info Autore

Giuseppe Cusmano

Giuseppe Cusmano

Già responsabile del Middle Office Finanza per il gruppo Banco Popolare. Toltosi la cravatta, libero pensatore appassionato di filosofia e, più in generale, di cose dell'uomo e del mondo. Con lo sguardo puntato in là, un po' oltre.