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Etica e DNA: sarà l'anno dei bambini su misura?

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A metà 2016 alcuni tra i massimi esperti mondiali di genetica si confronteranno sui confini etici della ricerca. In discussione un’innovativa tecnica che consente di cancellare e riscrivere alcune parti del dna.

Nella seconda parte del 2016 i massimi esperti mondiali delle accademie scientifiche statunitensi, della Royal Society britannica e dell’Accademia cinese delle scienze torneranno a confrontarsi su una tecnica tra più promettenti – ed anche controverse – nel campo della “lavorazione” del dna. Si tratta del CRISPR (Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats), un metodo che consiste nel segmentare il dna per poi riscriverne alcune parti.

Lavorare il dna come un file di word

I dodici massimi esperti mondiali di CRISPR riapriranno il confronto avviato lo scorso anno a Washington per iniziativa della rivista medicinechaser Nature, favorevole ad una limitazione nell’utilizzo di quella che viene definita la “forbice del dna”. A preoccupare è soprattutto la possibilità – ancora teorica ma sempre più concreta – di “costruire” bambini su misura. Una prospettiva resa possibile dalla capacità di lavorare il dna quasi si trattasse di un comune file di word: taglia, copia, incolla, invio.

Un’autolimitazione che fa discutere

Il vertice di Washington ha portato ad un primo risultato: l’impegno, sottoscritto da tutti i ricercatori presenti, ad applicare il CRISPR esclusivamente a scopo di ricerca e su embrioni non destinati ad essere reimpiantati. Un’”autolimitazione” che sembra stare stretta in particolare ai più intraprendenti tra i genetisti cinesi. E che, per contro, è giudicata insufficiente da molti, poiché mantiene significative questioni etiche sui limiti della ricerca.

La partita, insomma, è apertissima. E si può ben affermare che si tratti di una “partita della vita”.

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