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Umidità in casa e muffe: come proteggere la tua salute

Umidità in casa
Maurizio Parrini
Scritto da Maurizio Parrini

“Umidità e muffe” è il titolo di un opuscolo informativo diffuso dal governo che potrebbe generare un pizzico di sarcasmo e che affronta, in realtà, una questione fondamentale per la nostra salute.

 

Già dal 2009, secondo una pubblicazione redatta dall’OMS dal titolo “WHO: Guidelines for indoor air quality”, si dichiara che “…Indoor air pollution – such as from dampness and mould, chemical and other biological agent – is a major cause of morbity and mortality worldwide…”. Già. La qualità dell’aria all’interno delle abitazioni risulta addirittura peggiore che all’esterno, complici muffe, spore, batteri, sostanze inquinanti contenute nei materiali di costruzione, mobili, suppellettili, vernici e prodotti in genere. E la nostra salute può risentirne pesantemente.

Dividerei la questione in due grandi famiglie (mi scusino gli specialisti): da un lato i fenomeni e gli effetti della condensa sulle murature, dall’altro un’insufficiente regolamentazione riguardo sostanze e materiali.

Condensa delle murature: i due principali fattori scatenanti e le possibili soluzioni

La condensa si genera principalmente a causa di due fattori: ponti termici e mancanza di traspirabilità delle murature. Questi fenomeni favoriscono la formazione di muffe, spore, batteri, funghi che poi sono alla base di moltissime malattie delle vie respiratorie e di allergie. I soggetti più deboli (bambini, persone con ridotte capacità immunitarie ed anziani) sono i soggetti che ne risentono maggiormente, con l’aggravante, per i bambini, del rischio di patologie croniche.

Il ponte termico è un mancato isolamento tra una zona fredda ed una zona calda, che porta condensa sul lato più caldo. Ovviamente, migliorando l’isolamento si ha di fatto l’annullamento del fenomeno.

La traspirabilità è invece la capacità di lasciar transitare micromolecole di acqua attraverso i materiali. Alcune murature funzionano come i tessuti non traspiranti, altre come i tessuti traspiranti: questi ultimi sono anche impermeabili, ma permettono la traspirazione, evitando l’accumulo del sudore e rendendoli più efficaci termicamente.

In caso di muratura non traspirante, le micromolecole si accumulano in superficie dando origine alle condense. Vi sono due soluzioni: installare un impianto di ventilazione controllata che ricambi costantemente l’aria ma recuperi il calore con scambiatori (che ha senso solo nel caso in cui vi sia un ambiente ottimamente isolato), oppure arieggiare massicciamente l’ambiente (il che, inevitabilmente, comporta uno spreco di energia).

Per la traspirabilità delle murature, in alternativa c’è infine la possibilità (non sempre praticabile, però) di sostituire gli strati non traspiranti con materiali traspiranti.

I materiali nocivi

Sono molti gli studi sull’indoor pollution, l’inquinamento degli ambienti chiusi. Gli inquinanti sono stati raccolti in un’unica grande famiglia che ha preso il nome di VOC (Volatile Organic Compounds): sostanze volatili nocive.

Le strutture murarie inquinanti sono la norma, purtroppo: solo nell’ultimo periodo si sta ponendo attenzione al problema da parte dei progettisti votati alla Bio Architettura. Possono essere altamente nocive molte colle e vernici, polistirolo e polistirene, pvc e derivati (rilasciano diossina) ed il cemento. Vi sono poi alcuni materiali, come i graniti, che talvolta rilasciano radon. Per analizzarne il contenuto non bastano le schede tecniche del materiale ma è necessario fare riferimento alle schede sicurezza.

Negli arredamenti e complementi possono essere sono nocive le colle e le vernici, molte plastiche e derivati e dunque anche i laminati plastici, alcuni materiali ferrosi (dipende dal contenuto della fusione) e vari tessuti ed imbottiture.

Ci sono infine materiali di consumo quali detergenti, cosmetici, cere, toner per stampanti e fotocopiatrici, che ne possono contenere quantità importanti.

A leggere questo elenco verrebbe da pensare che siamo circondati da veleni… Se invece consideriamo l’incidenza delle malattie respiratorie, ne abbiamo proprio la certezza.

Come difendersi?

Per le muffe e l’umidità può davvero risultare utile il pieghevole del ministero della salute, che indica comportamenti quotidiani adeguati. In alternativa, o si cambia casa o si modifica radicalmente l’esistente.

Per la qualità dei materiali, invece, ostiniamoci a chiedere le schede sicurezza: non fermiamoci alle rassicurazioni di rivenditori, artigiani ed operatori del settore. Spesso, essendo loro stessi convinti della bontà dei prodotti, vi rassicureranno in buona fede pur in presenza di criticità. Nonostante in Italia vi siano eccellenze nel campo della Bio Architettura, a livello intermedio le competenze sono spesso molto scarse.

Non mancano, dunque, i materiali adatti a sostituire le sostanze nocive, ma ci vuole molta attenzione nelle valutazioni. Esistono poi sostanze e materiali studiati appositamente per abbattere i contenuti nocivi, ed anche in questo caso l’Italia vanta prodotti di altissimo livello.

La bufala del secolo

“Ci sono le muffe perché le case sono troppo isolate”. Quante volte lo abbiamo sentito dire? È dimostrato che solo le case isolate male e con materiali non traspiranti patiscono fenomeni negativi. Si possono – e si dovrebbero – realizzare ambienti con livelli di isolamento eccezionali senza alcuna traccia di muffa. Basta applicare le conoscenze di cui siamo già in possesso, godendo oltretutto dei relativi risparmi nella bolletta e nella produzione di CO2.

Solo chi ha provato a frequentare ambienti rigorosamente realizzati con queste attenzioni, può testimoniare come il risultato in termini di confort e benessere sia davvero palpabile.

Riferimenti normativi

Info Autore

Maurizio Parrini

Maurizio Parrini

Architetto e designer, urbanista e creativo in missione per trovare il rapporto aureo che combini sostenibilità, innovazione, cultura e immagine, nel lavoro e nella vita. Costantemente alla ricerca di input e convinto che teoria della complessità e provocazioni banali siano potenzialmente ispiratrici di buone pratiche quotidiane. O forse no.