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Sindrome Post-Erasmus: come superare lo “shock” del rientro in patria

Erasmus
Federica Frigeri
Scritto da Federica Frigeri

Avete mai sentito parlare di “Sindrome Post-Erasmus”? È un disturbo dell’umore piuttosto diffuso tra gli studenti che tornano a casa una volta finita l’esperienza di studio all’estero.

 

Il Progetto Erasmus

Creato nel 1987, l’Erasmus è un programma di mobilità studentesca che permette agli studenti universitari di vivere un’esperienza formativa in un’università straniera. Terminato il periodo di istruzione internazionale e rientrati in patria, accade che la nostalgia prenda il sopravvento fino a provocare una sorta di torpore. L’Erasmus è un’esperienza ricca di novità, entusiasmo ed incontri, caratteristiche che spesso a casa mancano. Niente più scoperte e nuove conoscenze, diminuiscono gli stimoli e si ritorna “alla normalità”.

Nella città di origine tutto sembra rimasto come alla partenza, mentre lo studente si sente profondamente cambiato. Senza dimenticare che i vecchi amici non hanno vissuto le stesse esperienze e difficilmente sapranno comprenderne l’entusiasmo. O meglio, se sono veri amici si sforzeranno di capire, ma dopo una settimana l’argomento Erasmus comincerà a diventare ripetitivo, mentre lo studente sarebbe pronto a parlare di quell’esperienza per tutto l’anno a venire. E di quel professore in particolare, delle lezioni, dei coinquilini, dei compagni di squadra, delle gite, delle feste…

Una fase brusca e piuttosto improvvisa: per quanto tutti siano consapevoli della durata limitata del progetto, nessuno lo realizza davvero, fino a quando da un giorno all’altro si ritrova su un volo direzione madrepatria.

La sindrome Post-Erasmus può durare una settimana come tre mesi, tutto dipende dall’intensità dell’esperienza e da ciò che ha portato nella vita del singolo. Ma non preoccupatevi: è normale innamorarsi della città che vi ha ospitato, di un certo stile di vita e sentirne la mancanza. La cosa positiva è che non siete soli!

Tre consigli per superare la Sindrome Post-Erasmus

Ecco i consigli di Glob.Press:

  • Aiuta molto confrontarsi con chi ha vissuto la vostra stessa esperienza: non vi sentirete più gli unici alieni in un mondo di persone “normali”.
  • Partecipate ai gruppi Erasmus organizzati dalle Università: è un modo per essere circondati da stranieri, continuare ad esercitarsi con la lingua e mantenere il contatto con un contesto multiculturale.
  • Viaggiate! Se possibile, viaggiate, visitate, incontrate nuove culture e mettetevi alla prova. Come si dice: “Erasmus once, Erasmus forever”.

 

Info Autore

Federica Frigeri

Federica Frigeri

25 anni: uno in Inghilterra, uno in biblioteca, molti a scuola. Laureata in Scienze della Comunicazione, al momento un po’ stagista e un po’ laureanda in Editoria.