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LED: quel luminoso oggetto del desiderio

LED
Maurizio Parrini
Scritto da Maurizio Parrini

Il LED è diventato un must, ma spesso ne sappiamo davvero poco. E’ composto da diodi ad emissione luminosa (Light Emetting Diode) ed ha meritato il Nobel per la fisica del 2014, assegnato agli scienziati giapponesi Isamu Akaski e Hiroshi Amano.

Un campione di efficienza e durata che ama l’ambiente

Se per una lampada ad incandescenza l’efficienza si attesta al 3% e per la fluorescente (neon/lampade a basso consumo) tocca il 15%, il LED arriva addirittura al 45% e in futuro otterrà performance ancora maggiori. Che cosa significa? Semplice: abbattere drasticamente la bolletta della luce.

Ci sono poi altre prestazioni da record: la durata di una luce a LED è di circa 40.000 ore, contro le 2.500 di una lampada ad incandescenza e le 10.000 ore (molto teoriche) delle fluorescenti. In più, il LED non soffre per l’uso quotidiano, a differenza delle altre fonti luminose: 3 ore al giorno di accensione implicano una durata teorica di oltre 35 anni! Rispetto ad altre lampade, il LED contiene molte meno sostanze inquinanti come il mercurio, è più flessibile adattandosi agli usi specialistici, scalda meno (soprattutto d’estate), richiede poco spazio e garantisce limiti qualitativi irraggiungibili dalle altre tecnologie.

Meglio cambiare solo la lampadina o tutto il corpo lampada?

Sostituire la lampadina o tutto il corpo lampada è una decisione che non dipende solo dai costi. Se non potete affidarvi al parere di un esperto, considerate che se un corpo lampada ha una parabola riflettente (quella conchiglia che dirige e concentra la luce in una direzione più o meno ampia) vale la pena sostituirlo completamente. Altrimenti sentitevi liberi di scegliere.

Occorre considerare che una lampada progettata appositamente per funzionare a LED sarà studiata in modo da ottimizzare flusso luminoso, raffreddamento e qualità della luce, con modalità completamente differenti da una lampada tradizionale. Il rischio che la sostituzione della sola lampadina risulti deludente, insomma, è piuttosto elevato.

Occhio ai dati sulla confezione!

Una scelta consapevole del LED ideale alle vostre esigenze passa dall’attenta lettura dei dati presenti sulla confezione del prodotto. Ecco qui sotto una mini-guida.

Consumo

Il Consumo è la quantità di watt necessari al funzionamento. Da questo dato, confrontato con la luminosità, si riscontra la convenienza dell’acquisto. E’ incredibilmente basso rispetto alle nostre abitudini, e se fino a poco tempo fa la tecnologia a LED si limitava a potenze nell’ordine dei 3/5 watt, ora sono possibili livelli di potenza anche molti superiori e sempre con elevatissima efficienza.

Luminosità

La Luminosità è la quantità di luce emessa, e spesso è indicata sulle confezioni un’utile comparazione con le lampade tradizionali. Quello che non viene detto è che, a differenza di altri tipi di lampade, con i LED la quantità di luce fornita è immediatamente disponibile, mentre per le lampade a basso consumo e le fluorescenti in generale il flusso luminoso arriva a rispettare i dati solo dopo alcuni minuti. Questo implica anche che dove utilizziamo la luce solo per pochi istanti (corridoi o sgabuzzini, ad esempio) la luce a basso consumo è poco efficiente.

Colore

Per Colore s’intende la tonalità. Qui si apre un mondo teorico interessante, sul quale si scrivono fiumi di parole nelle pubblicazioni di settore. Per voi sarà sufficiente sapere che la luce visibile spazia dai colori tendenti al rosso (calda, che corrisponde sostanzialmente alla luce del tramonto o dell’alba) ai colori tendenti al blu (fredda, che corrisponde alla luce del mezzogiorno) e che questi dati sono riportati su una scala in gradi Kelvin. I colori caldi hanno valori prossimi ai 3.000 °K, quelli freddi arrivano a 6.000/6.500°K. Scegliete con attenzione: la luce calda (3.000°K) è ottima per i luoghi dove ci si rilassa, ma dove è necessario avere tanta luce e la migliore resa cromatica è consigliabile una luce fredda, anche se non supererei mai i 5.000°K in ambiente domestico.

Qualità

IRC (o CRI): qui si intende la Qualità della luce. Purtroppo su questo punto si fondano le delusioni di chi si avvicina ai LED senza le necessarie cognizioni. IRC o CRI – rispettivamente Indice Resa Cromatica o Color Rendering Index – indica la capacità di distinguere i colori ed è un dato fondamentale di cui poco si parla. L’indice è su una scala da zero a cento. Zero non permette la distinzione dei colori (avete provato a distinguere i colori sotto un lampione a luce gialla? E’ impossibile!) Cento è la qualità della luce del mezzogiorno, ed è la miglior luce possibile. Una luce che si caratterizzi per un CRI pari ad 85 in ambiente domestico è ideale. Se vi serve per le scale della cantina non è necessario, ma se volete uscire di casa con i calzini correttamente abbinati sarà bene prestare attenzione a queste righe per evitare sorprese… e brutte figure! Se il dato è riportato, scegliete con cura; se non è riportato, chiedete delucidazioni e garanzie, a meno che non vi serva illuminare soltanto le scale della cantina.

Durata

La Durata è teoricamente il tempo in cui la luce può rimanere accesa con continuità. Anche su questo punto è bene fare chiarezza: la luce a LED risente meno di tutte le altre di accensioni, spegnimenti, vibrazioni, sbalzi di temperatura e umidità. Per contro, consideriamo due fattori: da un lato, per durata s’intende il funzionamento del LED con un mantenimento entro certi limiti del decadimento luminoso. Infatti i LED, come le luci al neon, non si “fulminano” ma decadono: nel tempo la luminosità diminuisce impercettibilmente ma inesorabilmente, risultando infine inadatta alla funzione prevista. D’altro canto la parte a monte, ovvero l’alimentatore, durerà meno del LED. Questo significa che per un refill, ovvero una lampadina LED in sostituzione delle precedenti tecnologie, dovrò gettare tutto, mentre in altri casi sostituirò solo l’alimentatore.

Non solo bianco

Fino ad ora abbiamo parlato solo dei LED per illuminazione bianca. Uno dei grandi spazi operativi che la luce a LED si è ricavato è però quello della luce colorata: esistono LED di tutte le fogge, questo è risaputo, ma anche di tutti i colori e addirittura con colori dinamicamente regolabili. Sia chiaro: sono da utilizzarsi non “invece” ma, in casi particolari, in aggiunta alla luce bianca. Inizialmente spettacolari, poi tendono ad annoiare. Da usare con parsimonia.

Tornando al bianco, una soluzione ricercata (che richiede impianti molto evoluti) è quella in cui la luce artificiale simula la luce naturale adattandosi ai suoi tempi: il sole che sorge ha un colore caldo, a mezzogiorno un bel bianco e la sera torna sulle tonalità più calde. Questi colori ci stimolano diversamente ed influenzano il nostro benessere. Probabilmente riprodurre dinamicamente e in sincrono l’illuminazione con le ore del giorno è la prossima sfida, da portare in tutte le case. Si tratta di impianti che necessitano dell’intervento di tecnici preparati, anche se i costi di realizzazione non sono stellari.

Un futuro luminoso?

Mentre leggevate questo articolo, la tecnologia ha già mosso un altro piccolo avanti e non ha alcuna intenzione di fermarsi. Luci Oled e Laser stanno per affacciarsi sul mercato, mentre i LED sono oggetto di continuo affinamento.

Certo, non possiamo pensare di sostituire in continuazione l’illuminazione delle nostre case: la vera “rivoluzione” è la sostituzione dei corpi illuminanti tradizionali con quelli a LED. Un grande salto che vi permetterà di risparmiare parecchio e di dimenticarvi il problema della sostituzione delle lampadine, al punto che non dovrete più tenerne di riserva. A tutto beneficio del vostro comfort, soprattutto se avrete posizionato in casa vostra la lampada adatta nel punto adatto… Ma di questo parleremo un’altra volta.

Info Autore

Maurizio Parrini

Maurizio Parrini

Architetto e designer, urbanista e creativo in missione per trovare il rapporto aureo che combini sostenibilità, innovazione, cultura e immagine, nel lavoro e nella vita. Costantemente alla ricerca di input e convinto che teoria della complessità e provocazioni banali siano potenzialmente ispiratrici di buone pratiche quotidiane. O forse no.