Economia e Finanza

Tenaris, il gioiello della famiglia Rocca

Tenaris
Paolo Funassi
Scritto da Paolo Funassi

L’azienda controllata dalla Famiglia Rocca è il maggior produttore e fornitore a livello globale di tubi e servizi per l’esplorazione e la produzione di petrolio e gas.

Tenaris, produttore e fornitore a livello globale di tubi e servizi per l’esplorazione e la produzione di petrolio e gas, è quotata anche a Milano nel paniere delle società a maggiore capitalizzazione. Oggi quota poco sotto gli 11 euro ad azione. Il titolo potrebbe essere una buona idea di investimento per chi confidasse nel rimbalzo delle quotazioni petrolifere, vista la storica forte leva del titolo all’andamento del prezzo del petrolio.

 

Attualmente capitalizza 12 miliardi di euro e il titolo in borsa, dopo aver toccato un mese fa il livello di 8,64 euro ad azione (minimo degli ultimi anni), ha registrato un forte rimbalzo. Il titolo è quasi sempre stato sopra i livelli attuali, fino a toccare massimi oltre i 22 euro. Dopo il forte rimbalzo di metà febbraio, è entrato in una fase laterale e soltanto il deciso superamento della resistenza posta a 11,50 potrà indurre nuovi acquisti.

Il gruppo, solido e stabile, in borsa ha invece un andamento per cuori forti, difficilmente consigliabile ai cassettisti. Immaginate le montagne russe. Ecco, l’andamento del titolo Tenaris generalmente è così.

Tenaris: i conti del 2015

La società ha archiviato il 2015 con una perdita di 80 milioni di dollari, in netto peggioramento rispetto all’utile di 1,159 miliardi di dollari dell’esercizio precedente.

Sotto le stime degli analisti anche i ricavi, fermatisi a 7,1 miliardi di dollari ma in contrazione del 31% rispetto ai 10,6 miliardi del 2014 a causa della flessione delle vendite dei tubi in Nord America (-45%) e nel resto del mondo (-21%). Netta anche la diminuzione del risultato operativo, crollato del 90% da 1,9 miliardi a 195 milioni di dollari. Male il dato dell’indebitamento finanziario netto, pari a 1,8 miliardi dagli 1,2 miliardi del 2014.

Il Consiglio di amministrazione ha però deliberato la distribuzione di un dividendo di 0,45 dollari. L’importo comprende l’acconto di 0,15 dollari pagato a novembre dell’anno scorso. Il saldo della cedola di 0,30 dollari per azione verrà pagato il prossimo 25 maggio.

Tenaris: le prospettive

Punti deboli

Dopo aver conseguito risultati negativi nel 2015, il momento difficile non è terminato poiché i prezzi del greggio e del gas sono scesi a livelli minimi da oltre 10 anni. Per questo il gruppo si aspetta che la domanda globale di tubi Octg, utilizzati per l’industria dell’oil&gas, registri un calo intorno al 20% nel 2016.

Le vendite del gruppo continueranno a subire gli effetti della contrazione dei prezzi e dei minori progetti nei mercati in cui opera la società. Per questa ragione il management è impegnato a proseguire con l’adeguamento delle attività di Tenaris, cercando di ridurre i costi e rafforzando la propria posizione di mercato in vista di un eventuale recupero.

L’utile e l’ebitda nel 2016 potrebbero subire ulteriori tagli e anche la posizione di cassa della società è destinata a peggiorare ulteriormente. Circostanza che potrebbe portare ad un taglio dei dividendi l’anno prossimo.

Punti di forza

La maggior parte degli analisti è fiduciosa sul modello di business superiore della società, che può portare il gruppo guidato da Paolo Rocca ad affermarsi come una delle storie imprenditoriali di maggior successo. Considerato che il prezzo del petrolio sta via via risalendo, si valuta che Tenaris possa rivelarsi in grado di beneficiare più dei concorrenti di una ripresa globale degli investimenti. Ciò è favorito in particolare dalla sua posizione di leader sul mercato nelle regioni onshore a basso costo.

La famiglia Rocca, inoltre, vanta una storia di grandi risultati ed è molto stimata nel mondo finanziario. Il CdA sta effettuando scelte corrette, come la protezione dei margini con forti misure di riduzione dei costi ed il rilascio di capitale circolante. Inoltre il peggioramento della posizione finanziaria netta è meno proporzionale rispetto al calo dell’utile per azione

Vari segnali lasciano presupporre che il prezzo minimo del barile di petrolio sia alle nostre spalle. Vediamo per fine anno un prezzo intorno ai 45 dollari al barile. Questo favorirà le società caratterizzate da una solida struttura finanziaria e da una buona generazione di cassa, come Tenaris.

Tenaris: conclusioni

Vediamo un 2016 ancora difficile per il bilancio di Tenaris e non crediamo che il titolo riesca quest’anno a superare resistenze molto forti come i 13 euro. Anche la sostenibilità del dividendo è a rischio quest’anno e negli anni futuri, se il prezzo del petrolio permanesse sotto i 40 dollari al barile.

Proprio queste criticità hanno depresso il valore del titolo, che sarà uno dei primi a rimbalzare con forza se l’attuale fase storica di materie prime basse dovesse giungere al termine. A chi detiene il titolo a prezzi più alti conviene attendere fine anno.

Nel 2017 prevediamo una ripresa degli investimenti nel settore oil&gas. Acquistare oggi le azioni Tenaris potrebbe essere una buona idea solo in ottica speculativa, visto che le storiche montagne russe a cui ci ha abituato il titolo potrebbero essere alimentate dal periodo di turbolenza attraversato dai mercati finanziari.

Essendo quotata anche a New York, ovviamente in dollari, Tenaris potrebbe essere vista anche in ottica di diversificazione valutaria.

Sul titolo non si paga la Tobin Tax.

Info Autore

Paolo Funassi

Paolo Funassi

Presidente di società pubblica, è ex imprenditore ed ex collaboratore presso il Senato e il Consiglio Regionale della Lombardia. Hobby principale: arbitrare nei campionati di football americano, dopo essere stato per anni arbitro di calcio.