Economia e Finanza

Brexit: c’è valore a Piazza Affari

Brexit
Paolo Funassi
Scritto da Paolo Funassi

Piazza Affari e tutti i mercati finanziari mondiali sono caduti in preda al panico per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Cosa attendersi per il secondo semestre dell’anno.

E Brexit fu. Dopo che i cittadini della Gran Bretagna si sono espressi per l’uscita dall’Unione Europea, non si sono fatte attendere pesanti ripercussioni finanziarie in tutto il mondo. La sterlina ha subìto una forte svalutazione, toccando i minimi degli ultimi 30 anni nei confronti del dollaro, e le borse mondiali hanno segnato cali a due cifre. L’oro, bene rifugio per eccellenza, ha continuato la sua fase rialzista e il prezzo del petrolio e delle commodities in generale ha accusato un forte ribasso.

La finanza non ama le incertezze e l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea ha aperto una fase economica e finanziaria piena di dubbi e incognite.

Dopo Brexit: ripercussioni

Come sta emergendo in questi giorni dai vari studi della Banca Centrale Europea a seguito della Brexit, il PIL europeo subirà una flessione di quasi mezzo punto percentuale già nel 2016 e ci sono molte incertezze per il 2017. L’Italia ha visto un allargamento dello spread Bund/Btp mettendo sotto pressione le finanze statali. E influenzando il coefficiente patrimoniale delle banche italiane.

L’elevata incertezza e volatilità condizionerà, nei mesi a venire, la capacità dei nostri istituti creditizi a far crescere i prestiti ed il business del risparmio gestito nel breve periodo, mentre la minor qualità del credito e i tassi più bassi rappresentano un ulteriore aspetto negativo rispetto alle prospettive economiche di medio termine.

La Brexit potrebbe determinare anche un contesto difficile per la crescita dei prestiti, colpendo il margine d’interesse delle banche.

Dopo Brexit: come difendere il proprio patrimonio

Come suggerito da Glob.Press negli articoli precedenti il referendum britannico, a seguito della Brexit sono da evitare gli investimenti azionari nel settore bancario e finanziario in generale.

Allo stesso modo, anche le obbligazioni societarie ed i bond governativi di Paesi deboli, come la Grecia e la stessa Italia, comportano rischi a fronte di rendimenti ancora troppo bassi. Persino il bund tedesco, con un rendimento decennale addirittura negativo, sconta scenari apocalittici non offrendo alcun ritorno economico.

L’oro dovrebbe beneficiare di questo scenario difficile ma è consigliato per un orizzonte temporale di breve termine, poiché siamo convinti che se l’incertezza politica in seno all’Unione europea si risolverà con un’ordinata uscita della Gran Bretagna, i mercati torneranno a puntare sugli asset europei, incluse pure le borse dei paesi più fragili come l’Italia.

Piazza Affari: le prospettive per il secondo semestre

Dopo lo storico ribasso di venerdi 24 giugno, Piazza Affari ha vissuto qualche giornata di recupero. Tuttavia, il ribasso da inizio anno è ancora molto pesante.

Indipendentemente dalla Brexit, consigliamo di evitare il settore bancario italiano, che sta affrontando il momento più delicato della sua storia. Suggeriamo invece di puntare su aziende del settore industriale che, dopo aver subìto cali ingiustifcati in borsa, ora rappresentano un buon punto d’ingresso. Anche utilities ed energetici sono a buon prezzo e propongono un rischio limitato… Compatibilmente con la regola aurea che non ci stancheremo mai di ripetere: in borsa tutto può accadere, sia nel bene sia nel male.

Info Autore

Paolo Funassi

Paolo Funassi

Presidente di società pubblica, è ex imprenditore ed ex collaboratore presso il Senato e il Consiglio Regionale della Lombardia. Hobby principale: arbitrare nei campionati di football americano, dopo essere stato per anni arbitro di calcio.