Economia e Finanza

Piazza Affari: aspettando la sgommata di Piaggio

Piaggio
Paolo Funassi
Scritto da Paolo Funassi

Piaggio resta leader europeo nel settore scooter mentre a Piazza Affari il titolo fatica a raggiungere le quotazioni del passato. A quando l’accelerata?

È stata una buona trimestrale quella presentata ad inizio mese dal gruppo di Pontedera: quasi tutti i dati economici e finanziari sono in miglioramento rispetto al 2015. L’utile netto si è attestato a poco meno di un milione e trecentomila euro. I ricavi consolidati si sono attestati a 307,1 milioni, in crescita dell’1,7% rispetto al 31 marzo 2015, mentre l’ebitda è stato pari a 37,4 milioni di euro con un margine del 12,2%. Crescita anche sull’ebit, ammontato a 10,9 milioni di euro, rispetto ai 10,8 milioni del primo trimestre 2015.

 

L’unica nota non del tutto positiva è riferita all’indebitamento finanziario netto, che al 31 marzo 2016 si è attestato a 554,4 milioni di euro, in incremento di 56,2 milioni di euro rispetto al dato di fine esercizio 2015 (498,1 milioni di euro) ma in contrazione di 14 milioni nel periodo omogeneo, grazie al minor assorbimento di cassa nel trimestre di 19,4 milioni di euro.

Per rendere meglio l’idea di cosa rappresenti Piaggio nel mondo, ci si può riferire alle unità vendute. Nel primo trimestre il gruppo ha venduto complessivamente 121.700 veicoli di cui 74.800 a due ruote, settore che ha registrato un fatturato netto, complessivo di ricambi e accessori, pari a 208,2 milioni di euro (in crescita del 2% rispetto ai 204,1 milioni di euro del primo trimestre 2015).

Piaggio: le strategie

Attualmente la società è determinata a proseguire il processo di consolidamento commerciale ed industriale nel continente asiatico, esplorando nuove opportunità nei segmenti delle moto di media cilindrata. Sta poi cercando di replicare in altri paesi la strategia vincente adottata in Vietnam. Sempre sul mercato asiatico, Piaggio ha posto in essere efficaci misure per rafforzare le vendite sul mercato indiano dello scooter, focalizzandosi sull’incremento dell’offerta di prodotti Vespa e sull’introduzione, con gli altri brand del gruppo, di nuovi modelli nei segmenti premium scooter e moto. Un ulteriore obiettivo consiste nell’incremento delle vendite riferite ai veicoli commerciali.

Affinché il futuro risulti il meno incerto possibile, è d’obbligo per Piaggio confermare la posizione di leadership nel mercato europeo delle due ruote. Il management si sta muovendo in questa direzione, puntando su un ulteriore rafforzamento della gamma prodotti per una crescita delle vendite e dei margini nel settore degli scooter a ruota alta e nel settore della moto.

Brillante, poi, l’idea dell’ingresso di Piaggio nel mercato delle biciclette elettriche facendo leva sulla leadership tecnologica e di design.

L’efficacia di misure dipenderà dal contesto macroeconomico, caratterizzato da un probabile rafforzamento della ripresa economica globale ma su cui pendono molte incognite, tra cui la stessa ripresa europea e l’incertezza nei mercati emergenti. Puntare ad un ulteriore sviluppo dell’export mirato ai mercati africani e dell’America Latina può rivelarsi l’idea vincente, a costo però di un considerevole margine di rischio.

Piaggio: analisi del titolo

La società fa utili ed è un brand conosciuto e stimato. Ma agli azionisti interessa soprattutto l’andamento del titolo. E qui iniziano le note dolenti.

Il titolo Piaggio, infatti, è lontanissimo dai valori di inizio 2015 tanto da aver perso, in questo 2016, più del 20%. Gli analisti hanno opinioni contrastanti. A 1,80 euro per azione, considerata la proiezione sugli utili, il titolo sarebbe scambiato ad un multiplo di 22 volte l’utile previsto per il 2016 e di 13 volte quello previsto per il 2017. Quindi, al valore attuale, il titolo è abbastanza caro e ci sono alcuni fattori negativi da considerare, come l’alto debito della società, l’elevata esposizione alla volatilità dei mercati emergenti ed il fatto che spesso gli obiettivi societari non sono stati raggiunti.

Riteniamo comunque che chi detiene il titolo faccia bene a conservarlo: non è il momento di vendere. Mentre, per chi vorrebbe acquistarlo, 1,60 sarebbe un ottimo punto d’ingresso in ottica di medio periodo.

Info Autore

Paolo Funassi

Paolo Funassi

Presidente di società pubblica, è ex imprenditore ed ex collaboratore presso il Senato e il Consiglio Regionale della Lombardia. Hobby principale: arbitrare nei campionati di football americano, dopo essere stato per anni arbitro di calcio.