Economia e Finanza

Piazza Affari: aspettando i dividendi

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Paolo Funassi
Scritto da Paolo Funassi

Dopo i crolli sono tornati gli acquisti ma la tensione permane. In questo saliscendi continuo, l’unico porto sicuro per quest’anno sono i dividendi.

Inizio d’anno per cuori forti, in borsa. Dopo giornate di pesanti ribassi, stiamo assistendo ad un forte rimbalzo delle quotazioni. Ribadiamo che la speculazione agisce con sempre maggior forza e l’irrazionalità, causata dal panico o dall’euforia, amplifica gli andamenti dei corsi azionari.

 

Il crollo delle quotazioni a cui abbiamo assistito nelle scorse settimane ha portato l’indice azionario italiano a quota 16 mila punti (il minimo storico fu poco sopra i 12 mila). Le quotazioni in base agli utili sono talmente basse che il dividend yeld a Piazza Affari è del 4,7% (cioè le cedole che staccheranno le aziende rappresentano attualmente il 4,7% del valore attuale dei titoli in borsa). Un rendimento talmente allettante da incoraggiare il ritorno degli acquirenti.

Investire puntando sul dividendo

I dividendi sono gli utili che una società decide di distribuire ai suoi azionisti, alla fine di ogni esercizio contabile, come remunerazione per il capitale investito. In genere sono pagati annualmente. Quindi, le imprese che operano in settori in crescita e fanno utili tenderanno ogni anno a distribuirli ai loro azionisti. Molti investitori tendono a puntare su queste Società poiché, al di là dell’andamento della quotazione, sanno che un rendimento ogni anno è altamente probabile. Probabile non significa sicuro, poiché non è sempre detto che gli utili effettuati vengano replicati nel tempo.

I titoli con il dividendo percentualmente più ricco

Ecco l’elenco di alcune società che staccheranno, nel periodo maggio/giugno 2016, i dividendi percentualmente più alti. L’elevata percentuale (chiamata dividend yeld) dipende dall’importo del dividendo per azioni rapportato all’attuale quotazione del titolo. L’indebolimento azionario fa sì che in percentuale il valore del dividendo salga, poiché esso rimane stabile a fronte di un titolo che si deprezza.

Premettiamo che comprare un’azione per il dividendo può comunque risultare un grosso rischio nel caso l’azienda non replicasse gli utili negli anni successivi. Potrebbe dunque accadere che il dividendo da staccare nel 2016 non veda una replica in futuro.

D’Amico

La società di trasporto marittimo ha un dividendo atteso di importo pari a 0,04 che equivale ad una percentuale superiore al 9% poiché il titolo quota intorno a soglia 0,46 euro. Una recessione mondiale impatterebbe sugli utili del gruppo ed avrebbe conseguenze sull’importo futuro del dividendo. Nel 2015 gli utili sono stati in crescita rispetto al 2014. Nel 2016 ci potrebbero essere delle plusvalenze dovute alla vendita di alcune navi.

Unipolsai

La compagnia assicurativa ha deliberato un dividendo di 0,15 euro a fronte di una quotazione attuale di 1,80 euro. Ciò significa che il dividend yeld è di poco inferiore al 9%.Il gruppo è ben gestito e fa utili vicini al miliardo di euro. Se il sistema Italia regge, non dovrebbe subire forti scossoni.

Eni

La compagnia petrolifera dovrebbe staccare 0,80 euro di dividendo. Alla quotazione attuale del titolo (12 euro) significa un rendimento superiore al 6%. Il problema è il continuo calo delle quotazioni del petrolio, che avrà un forte impatto sugli utili.

Intesa Sanpaolo

La più grande banca italiana staccherà una cedola doppia rispetto al 2015. Per quest’anno sarà di 14 centesimi, che al prezzo attuale dell’ azione (2,45) portano il dividend yeld ad una percentuale superiore al 5%. La crisi bancaria potrebbe però penalizzare gli utili dell’anno in corso, anche se la banca è molto ben gestita.

Banca Mediolanum

Il dividendo atteso dalla banca guidata da Ennio Doris è di circa 30 centesimi, che rapportato alla quotazione del titolo (6 euro) offre un rendimento del 5% lordo.

Snam Rete Gas

La società del gas stacca da sempre dividendi generosi. Per il 2016 l’importo atteso è di 0,25 euro ad azione. Con l’azione intorno ai 5 euro di quotazione, significa un dividend yeld intorno al 5%. In questo caso non vediamo particolari rischi sugli utili 2016.

Terna

La società delle reti elettriche dovrebbe distribuire un dividendo intorno ai 20 centesimi che, a fronte del valore del titolo di 4,70, avrebbe un rendimento percentuale del dividendo superiore al 4%. Anche in questo caso non vediamo particolari rischi sugli utili 2016.

Ferrari

Il cavallino rampante offrirà soltanto 46 centesimi per azione a fronte di un titolo che, dopo numerosi cali, si attesta intorno ai 31 euro. Dividend yeld basso (inferiore al 2%) ma il dividendo dovrebbe rimanere costante nel tempo, poiché la società continuerà a fare utili nei prossimi anni.

Capital gain

I valori sopra elencati sono da intendersi lordi, poiché all’importo del dividendo va detratto il capital gain (in sostanza, una tassa) che attualmente è il 26% del totale percepito.

Info Autore

Paolo Funassi

Paolo Funassi

Presidente di società pubblica, è ex imprenditore ed ex collaboratore presso il Senato e il Consiglio Regionale della Lombardia. Hobby principale: arbitrare nei campionati di football americano, dopo essere stato per anni arbitro di calcio.