Economia e Finanza

Piazza Affari: Generali, il ruggito del Leone

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Paolo Funassi
Scritto da Paolo Funassi

Assicurazioni Generali ha presentato il bilancio 2015 con un utile superiore ai due miliardi di euro. Focus sul business plan 2015-2018, mentre arriva un nuovo amministratore delegato. Le prospettive per il titolo.

 

 

Nonostante uno scenario macroeconomico sfidante e un contesto di bassi tassi d’interesse, le iniziative strategiche intraprese dal gruppo Generali hanno determinato una forte crescita della produzione, un’ottima redditività operativa e una solidità patrimoniale ulteriormente rafforzata.

Generali: il bilancio 2015

Generali ha chiuso il 2015 con un risultato operativo a 4,8 miliardi (+6,1%), un operating Roe in aumento al 14%, superiore al target (>13%) e un utile netto a 2 miliardi, ai massimi dal 2008 (+21,6%; 1,7 miliardi nel 2014). In forte crescita la generazione di cassa: net free cash flow a 1,6 miliardi (+30%). L’Economic Solvency ratio si è assestato a 202%, calcolato con il modello interno su tutto il perimetro del gruppo (186% nel 2014). Il Solvency I è pari a 164% (+8 p.p.; 156% nel 2014). Il patrimonio netto è cresciuto dell’1,5% a 23,6 miliardi.

Il dividendo per azione, che sarà proposto alla prossima assemblea degli azionisti è di € 0,72 in aumento di € 0,12 centesimi per azione (+20%) rispetto all’anno precedente (€ 0,60 FY14). Il payout ratio si attesta al 55,3% dal 55,9% del 2014.

Generali: business plan e nuovo AD

Il presidente del gruppo è Gabriele Galateri di Genola, che ha dovuto correre ai ripari in tempi rapidi dopo l’uscita, annunciata il 26 gennaio, dell’amministratore delegato Mario Greco. Il sostituto è stato trovato in Philippe Donnet, francese, un uomo orientato agli stakeholders ed attento alle reti distributive. Alberto Minali è stato nominato direttore generale con delega sugli investimenti.

Il business plan 2015-2018 procede senza intoppi e continuerà con Donnet. Prevede net free cash flow cumulativo di oltre 7 miliardi entro il 2018, dividendi cumulati a oltre 5 miliardi entro la fine del 2018, risparmi per 0,5 miliardi entro il triennio in aggiunta a un miliardo previsto al 2016.

Inoltre la società mira ad una nuova strategia per rinforzare la sua posizione in Europa attraverso tre strumenti. Il primo: trasformare il modello di business per fidelizzare la clientela. Da considerare l’introduzione della figura di chief data officer per integrare gli strumenti di data analytics nello sviluppo di processi e prodotti. Infine 1,25 miliardi di investimenti totali che arrivano dai risparmi di costo e dalla riallocazione del budget per supportare la strategia e l’innovazione tecnologica.

Generali si impegna a mantenere, nel corso del piano, un livello di redditività sul capitale (operating return on equity) superiore al 13%, che rappresenta il benchmark di riferimento per il gruppo.

Generali: le prospettive

Il titolo attualmente quota intorno a 13,50 euro per azione, lontanissimo dai quasi 40 euro del 2007. Da inizio anno, a causa della tempesta sui mercati finanziari e dell’uscita dell’ AD Mario Greco, il titolo ha perso il 20% del suo valore. Dopo un minimo di 10,96 (il punto più basso degli ultimi 4 anni) si è  registrato un forte rimbalzo, sino a quota 14 euro. Il superamento di questa soglia dovrebbe portare velocemente il titolo in area 15. Vediamo ampi spazi di rialzo fino ai 16,50, valore medio del 2015.

Il titolo viaggia a sconto rispetto ai concorrenti europei: a 8,5 volte sul p/e 2016 e 8,2 volte su quello del 2017, mentre la media di settore è più alta (di 9,3 volte, per esempio, nel caso di Allianz e di 9 volte per AXA).

I punti di forza per il titolo a Piazza Affari saranno  la conferma dei target sul business plan, sulla politica dei dividendi e la solida posizione patrimoniale. Il solvency ratio al 202% è superiore alle stime degli analisti e dissipa qualsiasi timore di un aumento di capitale.

Anche la prossima vendita di immobili in Europa per un miliardo di euro, operazione denominata “Stardust” a cui sarebbero interessati quattro soggetti, potrebbe favorire la speculazione al rialzo del titolo. Quest’operazione sarà portata all’esame del comitato investimenti di Generali per le opportune valutazioni. Secondo le ultime voci, Generali avrebbe ricevuto quattro offerte non vincolanti da Patrizia, Cbre Global Investors e Ubs, per conto di un fondo, per 69 immobili di sua proprietà collocati in Francia, Spagna, Austria, Germania (20) e in Italia (15, valutati circa 150-200 milioni di euro). Il valore di questi palazzi e case (oltre 300mila mq) che erogano 50 milioni di euro di affitti l’anno, sarebbe pari a circa 1 miliardo di euro.

Ricordiamo poi che Generali detiene quote in Bankitalia, anche se le ha ridotte durante il 2015 passando dal 6,3% al 5,5%.

Alcuni rischi potrebbe provenire dal modello di business delle compagnie assicurative europee, che rischia di rivelarsi insostenibile a causa del crollo dei tassi d’interesse (con i tassi bassi, le polizze vita divengono meno redditizie). Eventuali ritorni di crisi sui titoli di stato periferici produrrebbero, a loro volta, un impatto di circa l’8% sul tangible book value di Generali.

L’aumento delle catastrofi naturali ha un impatto sulle assicurazioni, tanto che il nuovo AD Donnet auspica un intervento pubblico-privato per fare fronte alle cause dei disastri che sempre più spesso colpiscono l’Italia. Secondo il manager, la possibile introduzione di un regime di semi-obbligatorietà, ovvero l’obbligo di copertura catastrofale per tutte le polizze sottoscritte per i rischi property, “potrebbe rappresentare una buona strada da percorrere, alla luce della necessità di avere una diffusione soddisfacente di questo tipo di coperture che possa permetterne la sostenibilità per il sistema assicurativo”.

Altri aspetti da verificare, ma che hanno fatto storcere il naso agli analisti, sono i timori sul settore Vita. Difatti, sono state ridotte le stime sull’eps del gruppo assicurativo nella misura dell’8% per il 2016 e del 9% per il 2017 soprattutto a seguito dei risultati del settore Vita, dovuti a tassi più bassi del previsto.

Sul titolo Generali, al di là delle possibili criticità minacciano ogni società, siamo molto ottimisti anche a fronte di una sottovalutazione evidente da parte del mercato. Se non ci saranno ulteriori turbolenze sulle piazze finanziarie europee, il titolo potrebbe ritornare intorno ai 16 euro entro fine anno.

Ricordate, però: in borsa vige l’imprevedibilità. E, come riconosceva lo stesso Alan Greenspan, ex presidente della Banca Centrale americana, viviamo in un’epoca turbolenta.

Info Autore

Paolo Funassi

Paolo Funassi

Presidente di società pubblica, è ex imprenditore ed ex collaboratore presso il Senato e il Consiglio Regionale della Lombardia. Hobby principale: arbitrare nei campionati di football americano, dopo essere stato per anni arbitro di calcio.