Economia e Finanza

Ferrari a Wall Street: un anno dopo

Ferrariauto
Paolo Funassi
Scritto da Paolo Funassi

Sono trascorsi 12 mesi dal debutto della Ferrari a Wall Street. Ad ottobre 2015 il Cavallino rampante si presentò a New York ad un prezzo di 52 dollari per azione (al cambio attuale circa 47 euro). Tre mesi dopo fu la volta di Piazza Affari: era il 4 gennaio e la chiusura si attestò a 43,67 euro. Quel giorno un radioso Marchionne dichiarò che “Ferrari è un titolo del lusso e come tale verrà trattato”. Come a dire che il presidente si attendeva multipli azionari di almeno 20 volte gli utili prodotti all’anno (il famoso p/e).

Ferrari: analisi e prospettive

Il 2016 è partito molto bene dal punto di vista economico, meno da quello sportivo. Nel primo semestre dell’anno i profitti hanno raggiunto i 175 milioni di euro, un incremento del 24% sui 141 milioni dei primi sei mesi del 2015.  Nel semestre il risultato è stato di 1,486 miliardi di euro di ricavi, in aumento di 99 milioni e del 7% sui primi sei mesi del 2015.

Per tutto il 2016 il gruppo di Maranello si aspetta consegne per circa 8.000 unità, incluse le supercar. I ricavi netti sono attesi sopra i 3 miliardi di euro; l’Ebitda adjusted dovrebbe essere pari o superiore agli 800 milioni di euro e l’indebitamento industriale netto a (o sotto) quota 730 milioni.

Partenza sprint anche nel terzo trimestre, poiché le vendite hanno segnato un buon incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, trainate soprattutto dai mercati di USA e Italia.

La novità che potrebbe riguardare il business del 2017 riguarda la probabilità che Ferrari possa rilevare una quota della Formula 1. Secondo gli analisti, gli utili 2017 saranno più corposi grazie al contributo proveniente da LaFerrari Aperta, che dovrebbe garantire 216 milioni in più in termini di ricavi e 108 milioni in più a livello di ebitda.

Il Cavallino rampante è stato un buon investimento?

Come abbiamo già sostenuto in passato, Ferrari è un ottimo investimento in un’ottica di lungo termine (almeno 5 anni) poiché la forza del marchio e le prospettive di crescita sosterranno le quotazioni del titolo. In questo 2016 stiamo assistendo a forti sbalzi del titolo ed a crolli dovuti unicamente a ragioni speculative. Cali del titolo (arrivato a quotare 28 euro) che hanno offerto grandi opportunità agli investitori più esperti ed a chi ha saputo mantenere i nervi saldi (come più volte consigliato ai nostri lettori).

Attualmente il titolo scambia a oltre 47 euro ad azione e, considerando il dividendo (0,46 centesimi ad azione) riconosciuto in maggio ai propri azionisti, si può affermare che Ferrari è stato un buon investimento, soprattutto in Italia. Piazza Affari, infatti, quest’anno sta vivendo una delle peggiori performance mondiali e Ferrari si è dimostrata un porto sicuro in mezzo alla tempesta finanziaria.

Info Autore

Paolo Funassi

Paolo Funassi

Presidente di società pubblica, è ex imprenditore ed ex collaboratore presso il Senato e il Consiglio Regionale della Lombardia. Hobby principale: arbitrare nei campionati di football americano, dopo essere stato per anni arbitro di calcio.