Economia e Finanza

Ferrari al debutto in una giornata no per le Borse

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Paolo Funassi
Scritto da Paolo Funassi

Azioni Ferrari in altalena, ieri in Borsa a Milano, in un contesto difficile dovuto al calo di tutte le borse mondiali.

Dopo il debutto a fine 2015 alla borsa di New York, ieri le azioni Ferrari finalmente sono approdate anche a Piazza Affari. Il titolo ha aperto le contrattazioni a 43 euro e, coinvolto dal crollo degli indici mondiali, dopo pochi minuti è sceso sotto i 42 euro.

 

La forza della Rossa è emersa nel pomeriggio, quando gli acquisti hanno preso il sopravvento ed hanno portato il Cavallino rampante a chiudere a 43,67 euro (+0,53%).

Le dichiarazioni di Marchionne

L’interpretazione data da Marchionne all’andamento delle azioni Ferrari è condivisa dalla maggior parte degli analisti finanziari: trattandosi del primo giorno di scambi azionari per la Rossa, molti investitori starebbero riequilibrando il proprio portafoglio azionario.

La frase più significativa di Marchionne però è stata che “Ferrari è un titolo del lusso e come tale verrà trattato“. Ciò significa che i multipli azionari che si aspetta Marchionne per la quotazione della Casa di Maranello sono di almeno 20 volte gli utili prodotti all’anno (il famoso p/e), mentre FCA – per fare un esempio – quota meno di 10 volte gli utili annui (e quindi può essere ritenuta sottovalutata).

Ferrari: Un buon investimento?

Come ho osservato nell’articolo di domenica, Ferrari è un ottimo investimento in un’ottica di lungo termine (almeno 5 anni) poiché la forza del marchio e le prospettive di crescita sosterranno le quotazioni del titolo. Sul breve periodo, invece, si dovrà essere molto attenti. Già ieri abbiamo avuto conferma di ciò che probabilmente accadrà durante il mese di gennaio: il verificarsi di forti sbalzi di prezzo delle azioni, che offre opportunità solo agli investitori più esperti.

Il crollo degli indici azionari mondiali

Ferrari non è stata risparmiata dal crollo degli indici azionari mondiali. Tutto è iniziato con il forte calo degli indici asiatici a causa delle preoccupazioni dovute all’andamento dell’economia cinese ed alle tensioni geopolitiche accesesi tra Iran ed Arabia Saudita.

L’ondata di vendite si è abbattuta successivamente in Europa, con Piazza Affari che ha ceduto il 3,20%, il Dax di Francoforte il 4,20% mentre Cac 40 di Parigi, Ibex di Madrid e Ftse 100 di Londra hanno perso oltre 2 punti percentuali. Anche gli indici americani segnano un forte ribasso.

Nervi saldi!

Quando ci sono giornate con pesanti ribassi come quella di ieri, occorre è mantenere nervi saldi e non scoraggiarsi. Il 2016 può essere l’inizio di un periodo di stagnazione economica mondiale dovuto al rallentamento cinese, russo e brasiliano (con India e Sudafrica sono i famosi BRICS), e anche gli Usa cominciano ad accusare un rallentamento della propria economia.

Ciò, tuttavia, non significa che in borsa non si potrà guadagnare nel corso del 2016. Per farlo, bisognerà però selezionare con cura i settori ed i titoli azionari su cui investire. Intanto prudenza, molta prudenza… e nervi saldi.

Info Autore

Paolo Funassi

Paolo Funassi

Presidente di società pubblica, è ex imprenditore ed ex collaboratore presso il Senato e il Consiglio Regionale della Lombardia. Hobby principale: arbitrare nei campionati di football americano, dopo essere stato per anni arbitro di calcio.