Economia e Finanza

Draghi taglia i tassi: quali conseguenze per Piazza Affari?

Mario Draghi
Paolo Funassi
Scritto da Paolo Funassi

La Banca Centrale Europea, guidata da Mario Draghi, ha annunciato l’abbattimento dei tassi d’interesse e l’ampliamento dell’acquisto di titoli di Stato (ed anche di obbligazioni societarie). Quali le conseguenze per Piazza Affari: i titoli che godranno dei maggiori benefici.

La BCE ha annunciato l’abbattimento dei tassi e l’ampliamento del quantitative easing. La Banca centrale ha diminuito il tasso sui depositi che custodisce per conto delle banche dal -0,3% al -0,4% per cercare di incentivarle ad impegnare queste risorse nell’economia reale.

Draghi, inoltre, ha portato il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento dallo 0,05% a 0 ed il tasso marginale da +0,30% a +0,20%. Non soddisfatto, ha aumentato la quantità mensile del suo piano di acquisti di titoli di 20 miliardi di euro, fino a quota 80 miliardi. Altra gradita novità: anche le obbligazioni di società (i corporate bond) potranno essere acquistati dalla Banca Centrale Europea.
Dopo i provvedimento della BCE, la reazione dei mercati 

A qualche secondo dalle decisioni assunte dalla BCE (in borsa un minuto è già un tempo molto lungo) Piazza Affari ha iniziato una fortissima salita, superiore a quella di quasi tutti i mercati europei. L’euro ha subìto un forte calo e tutto sembrava procedere per il meglio. Alle 14.30, però, il presidente Draghi ha motivato le sue mosse ed i mercati hanno accusato qualche pesante preoccupazione.

Come mai la Banca Centrale Europea ha implementato degli strumenti cosi importanti e in maniera cosi massiccia? Se la finanza e l’economia non avessero problemi, queste iniziative non sarebbero necessarie. Col passare dei minuti, Draghi si è sentito in dovere di precisare che:

  • la Bce ha tagliato le previsioni di crescita dell’area euro dal’1,7% all’1,4% nel 2016 e dall’1,9% all’1,7% nel 2017, mentre per il 2018 stima un +1,8%
  • più pesante il taglio delle previsioni sull’inflazione specialmente per il 2016, anno in cui la BCE prevede un indice dei prezzi al consumo a +0,1% dal precedente +1%, mentre per il 2017 stima un +1,3% (da +1,6%) e per il 2018 +1,6%.

L’inflazione sembra aver esercitato un peso decisivo sulle mosse dell’Istituto centrale. Infatti il piano di acquisti di titoli potenziato potrebbe superare la scadenza prevista per marzo 2017, prolungandosi almeno fino a quando le dinamiche inflattive non cominceranno ad incanalarsi verso il 2%, che è il livello ottimale per un’economia in crescita sana e non drogata dalla finanza.

Già, la finanza. Che pretende sempre maggiori stimoli senza curarsi dell’economia reale. In proposito ricordiamo che siamo passati da una deflazione dello 0,5% (al 22.01.2015, data di annuncio dell’inizio del quantitative easing) ad una deflazione dello 0,2%, con un picco massimo di inflazione pari allo 0,3%. Il tutto dopo aver iniettato 800 miliardi di euro nel sistema finanziario.

BCE: cosa cambia per i cittadini

Veniamo ora ai cittadini: le misure prese dalla Bce avranno un impatto risibile sui mutui in essere. Un esempio concreto. Su un mutuo con debito residuo di 100mila euro, la riduzione tendenziale della rata mensile si aggirerà intorno ai 4 euro.

Il quadro cambia per chi il mutuo lo deve ancora sottoscrivere, poiché le mosse di Draghi inducono a ritenere che il costo del denaro resterà basso ancora per lungo tempo. I tassi dei prestiti ipotecari, dunque, rimarranno molto convenienti per un esteso periodo.

Dal canto loro le banche, soprattutto quelle tedesche, non sono certo entusiaste per le decisioni annunciate da Draghi. La ragione è semplice: i tassi d’interesse negativi presso la BCE avranno ripercussioni proprio sui profitti degli istituti di credito e potrebbero compromettere i prestiti di lungo termine.

Annuncio BCE: le prospettive per Piazza Affari

Chi ci legge da qualche tempo, sa bene che non perdiamo occasione per raccomandare prudenza: in periodi turbolenti come l’attuale, il rischio di subire perdite è davvero elevato.

E comunque, ecco quali sono, a nostro parere, i titoli presenti a Piazza Affari che potrebbero godere dei maggiori benefici a seguito delle decisioni annunciate dalla Banca Centrale Europea.

Terna Spa

L’aspetto più importante delle decisioni di Draghi sembra essere l’aver incluso il debito societario non bancario nella lista degli asset del quantitative easing.

Una delle società che probabilmente si vedranno acquistare i propri bond è proprio Terna. La società è la quotata partecipata dallo Stato con il miglior andamento dal 2008 ad oggi, poiché non ha risentito della recessione che ha colpito il nostro Paese. Terna è proprietaria della gran parte degli elettrodotti italiani. Settimana scorsa ha presentato il nuovo piano industriale, che abbraccia il periodo 2016-2019. Si prevede una generazione di cassa di circa 2 miliardi di euro ed un utile per azioni superiore ai 26 centesimi. Il dividendo crescerà ogni anno fino ad arrivare a 22 centesimi per azione nel 2019.

L’andamento del titolo è storicamente stabile e sempre in crescita. Fitch conferma il rating di Terna sul lungo termine a BBB+.

A2A

La municipalizzata partecipata dai Comuni di Milano e Brescia presenta alcuni punti di forza e prospettive interessanti. Nel 2016 si prevedono risparmi, a livello di costi, da 130 milioni a circa 200 milioni di euro. Inoltre, a seguito del recente accordo di fusione tra A2A e Linea Group Holding, ci si aspetta un’ulteriore creazione di valore e l’incremento dell’eps grazie alle sinergie ed alle efficienze a seguito di fusioni con altre società.

A2A genera un free cash flow pari al 38% della capitalizzazione di mercato nel corso 2016-2019, con un rendimento annuo del free cash flow tra l’8% e il 12%. In più, il titolo tratta a sconto del 10%-26% sulla base del multiplo p/e 2016-2018 e a sconto del 7%-13% sulla base del multiplo enterprise value/ebitda 2016-2019.

Atlantia

La società autostradale continua a registrare ottimi risultati in termini di crescita del traffico, ottimizzazione del capitale, remunerazione degli investimenti ed un buon rendimento atteso del dividendo. Il gruppo ha anche confermato la sua strategia di focalizzazione sulle attività autostradali e sugli aeroporti. Ha previsto investimenti remunerativi in ​​Italia nel periodo 2016-2029 per oltre 5 miliardi di euro, con la possibilità di ulteriori 8 miliardi.

Evidenziamo poi come la società abbia concessioni per un lungo periodo di tempo, ed il rischio normativo che possano essere danneggiati gli affari del settore appare molto basso.

Snam Spa

Azienda con un business solido e molto ben gestita. Nel mese di gennaio 2016 è stata premiata per essersi distinta nello sviluppo di progetti di trasporto del gas rivolti all’interconnessione delle reti europee. Un utile per azione stabile intorno ai 30 centesimi, unito ad un rischio regolatorio più basso, renderà sostenibile il dividendo che è di 0,25 euro ad azione. Pochi giorni fa la Commissione europea ha deciso di autorizzare il nuovo accordo fra la Grecia e la società Trans Adriatic Pipeline, di cui Snam è azionista, che permette l’ingresso del nuovo gasdotto in Europa.

Autogrill

Il QE europeo dovrebbe causare un indebolimento dell’euro. Alcuni titoli traggono beneficio dalla debolezza della moneta unica: uno di questi sarà Autogrill. La società ha archiviato il 2015 con un utile in forte crescita a 64,2 milioni di euro (+155,5%) e ricavi in crescita dell’11,2% a 4,37 miliardi.

Graditissima notizia, il ritorno del dividendo dopo alcuni anni in cui non era stato distribuito (sarà di 12 centesimi per azione). Il management sta lavorando per ampliare il portafoglio contratti e per sviluppare brand interni forti ed innovativi. Anche i primi due mesi del 2016 stanno avendo per Autogrill un ottimo andamento, con vendite e ricavi in crescita rispetto allo stesso periodo del 2015.

Finmeccanica

Storicamente il QE favorisce anche la sovraperformance dei titoli ciclici.

Il gruppo partecipato dallo Stato sta proseguendo il taglio dei costi e la riduzione della leva finanziaria. Questo dovrebbe permettere all’ebit di crescere (dopo anni di flessione) del 9% nel corso dei prossimi due anni. Altresì, il flusso di cassa dovrebbe migliorare, riducendo il rapporto debito netto/ebitda a 1,2 volte e consentendo la distribuzione di un dividendo di 0,20 euro per azione nel 2017. Saranno da seguire con attenzione le indicazioni fornite dall’amministrazione delegato sull’eventuale ristrutturazione del portafoglio del gruppo. Ricordiamo che sin dall’insediamento di Moretti come AD, l’azienda sta tornando a crescere ed a ristrutturarsi. Lo sviluppo prosegue e Finmeccanica beneficerà delle continue turbolenze nelle zone calde del pianeta come il Medio Oriente.

Questa settimana la società ha annunciato, in occasione del World ATM Congress in corso a Madrid, la firma di accordi per un valore totale di circa 120 milioni di euro.

Tamburi Investment Partners

Quando la propensione al rischio è cosi forte ed i mercati sembrano impazziti, potrebbe essere il caso di dare fiducia a chi in questi anni ha dimostrato di saper investire e trarre profitto da ogni situazione di mercato. Tra questi spicca il gruppo Tamburi Investment Partners.

Il titolo al momento quota in linea con il suo NAV, che è di circa 3 euro ai prezzi attuali delle partecipate, senza alcuno sconto holding per premiare il positivo track record degli ultimi anni. Il fatto che Tamburi detenga in portafoglio azioni di società eccellenti e ben diversificate per ricavi e settori (Moncler, Interpump, Prysmian, Hugo Boss, Ferrari, Fca ecc.) ci porta a ritenere che le azioni pro cicliche di Draghi possano produrre benefici anche su una merchant bank come Tamburi. Nel febbraio 2016 il gruppo ha lanciato Asset Italia. La società continua anche ad acquistare con moderazione le proprie azioni sul mercato.

Info Autore

Paolo Funassi

Paolo Funassi

Presidente di società pubblica, è ex imprenditore ed ex collaboratore presso il Senato e il Consiglio Regionale della Lombardia. Hobby principale: arbitrare nei campionati di football americano, dopo essere stato per anni arbitro di calcio.