Economia e Finanza

Borsa: UBI Banca, è l’ora della rinascita?

UBI banca
Paolo Funassi
Scritto da Paolo Funassi

In un momento difficile e delicato per il settore bancario italiano, non tutto è negativo. Alcuni titoli, come UBI Banca, stanno implementando efficaci strategie per far fronte alle difficoltà. Intanto la trimestrale ha mostrato buoni dati.

UBI Banca. Bilancio I trimestre 2016

Nonostante uno scenario macroeconomico sfidante e un contesto di bassi tassi d’interesse, UBI ha chiuso il primo trimestre con un utile netto consolidato a 42,1 milioni di euro, incluso il contributo ordinario al Fondo Risoluzione per 21,1 milioni netti di imposte e terzi, non presente nel I trim 2015, chiusosi con un utile di 75,9 milioni (-45,2 milioni il risultato del IV trim2015).

 

Il primo trimestre dell’anno ha evidenziato un significativo numero di punti di forza:

è stata riconfermata la solidità patrimoniale, con un CET1 del 12,07%, allineato al dato di fine anno 2015 e superiore di 2,82 punti percentuali rispetto al livello minimo richiesto dalla BCE (9,25%). Il CET1 fully loaded risulta pari all’11,73% e superiore all’11,62% registrato a fine anno 2015

  • al netto degli impieghi finanziari con la Cassa Compensazione e Garanzia1, sono saliti leggermente gli impieghi alla clientela ordinaria a 83,5 miliardi dagli 83,4 di fine 2015, riuscendo a compensare con abbondanza la naturale discesa del portafoglio in run-off
  • il risparmio gestito complessivo, pari a 49,1 miliardi, è salito dell’1,1% rispetto a dicembre 2015, grazie ai forti flussi in entrata che hanno più che compensato l’effetto performance negativo dei mercati
  • è proseguita la ricomposizione del portafoglio titoli. Nell’ambito delle attività finanziarie nette, complessivamente invariate a 19,7 miliardi di euro rispetto a dicembre 2015, è scesa ulteriormente la componente relativa ai titoli di stato italiani (a 17,7 miliardi da 18,3 a fine 2015)
  • i flussi in entrata da crediti performing a crediti deteriorati sono scesi del 40% rispetto a quelli registrati nel 1trim2015 e del 27% rispetto al 4trim2015 (performance che si aggiunge a tre anni consecutivi di calo dei flussi in entrata da bonis a deteriorati)
  • gli stock di crediti deteriorati netti sono scesi per il secondo trimestre consecutivo, attestandosi a 9.671 milioni, e sono ulteriormente salite le coperture al 37,8%, inclusi gli stralci, rispetto a dicembre 2015.

UBI Banca. Business plan a giugno

Con questi dati, si può prevedere che il Cet1 di UBI Banca si mantenga sulla soglia Srep del 9,50% e il multiplo sul capitale tangibile al livello di circa 0,40 volte.

Ora il focus non è tanto sulle aggregazioni con altre banche quanto sul piano industriale, da presentare presumibilmente entro fine giugno. Come sostenuto dall’amministratore delegato Masiah, il gruppo è chiamato all’innovazione poiché la situazione attuale presenta aspetti negativi per le banche retail, come i tassi negativi, la bassa crescita del Pil italiano e la situazione regolamentare in evoluzione.

Uno dei punti principali del piano sarà la progettazione della banca unica: una trasformazione storica, che includerà il passaggio dal modello federale a quello centralizzato. Ciò dovrebbe favorire un maggiore controllo dei costi e un modello di business più profittevole. Il piano porterà probabilmente a tagli di filiali e riduzione di personale. Anche gli investimenti dovrebbero essere più mirati, e si può presumere che ci sarà una riorganizzazione del portafoglio.

UBI Banca. Prospettive societarie

Il management ha dichiarato che la lieve crescita del margine d’interesse registrata nel primo trimestre dell’esercizio sarà influenzata dall’ulteriore ribasso dei tassi di mercato, progressivamente verificatosi da inizio anno. Si continuerà a contrastare questo fenomeno attraverso un ulteriore sforzo di sviluppo commerciale.

Le commissioni nette nel 2016 potrebbero ancora beneficiare del processo di ricomposizione della raccolta totale a favore del risparmio gestito e, in minor misura, anche della graduale ripresa dei crediti alla clientela. In un contesto caratterizzato da maggior volatilità dei mercati, prese di beneficio sulle riserve di valutazioni positive relative al portafoglio titoli di proprietà dovrebbero permettere di conseguire un risultato in linea con il 2015. La continua ottimizzazione delle altre spese amministrative e i recenti accordi sindacali consentiranno di contenere gli oneri operativi in linea con il dato del 2015, nonostante l’incremento dei costi relativi alla contribuzione al Fondo di Risoluzione Europeo e al Fondo di Garanzia dei Depositi. La rischiosità particolarmente bassa del portafoglio in bonis e la prosecuzione della riduzione del flusso di nuovi crediti deteriorati, confermano la tendenza verso una strutturale riduzione del costo del credito.

Va infine considerato che UBI (come accadrà per molte banche) potrebbe usare il Fondo Atlante per alleviare lo stock delle sofferenze presenti in portafoglio.

UBI Banca. Il titolo: analisi e prospettive

Il titolo ha vissuto, sinora, un 2016 terribile con perdite superiori al 40% ed è tra i peggiori di tutto il listino italiano. Ora, dopo i dati di bilancio che hanno confermato la solidità del gruppo, seppur in un contesto difficile la fiducia sta tornando. Speculativamente, lo ritengo il miglior bancario italiano per le questioni legate al business plan e alle possibili fusioni o aggregazioni.

Capitalizza soltanto 3 miliardi, e quindi è appetibile anche per i grandi gruppi esteri, considerato che opera nella parte più ricca del Paese. La forza dimostrata dal titolo in questi ultimi giorni, però, dovrà fare i conti con le faccende legate al debito italiano ed alla questione Brexit. Sarà un giugno da montagne russe, come piace agli investitori più speculativi. Ai cassettisti consiglio di mantenere la calma e riservare la giusta fiducia al management.

Per chi volesse entrare sul titolo, il superamento della soglia di 3,50 sarebbe un buon punto di ingresso poiché a quel punto le quotazioni dovrebbero portarsi in area 3,80. Difficile il superamento dei 4 euro per azione nel breve, considerati i problemi che attanagliano il settore bancario e la pochezza delle risorse disponibili da parte del Fondo Atlante.

Info Autore

Paolo Funassi

Paolo Funassi

Presidente di società pubblica, è ex imprenditore ed ex collaboratore presso il Senato e il Consiglio Regionale della Lombardia. Hobby principale: arbitrare nei campionati di football americano, dopo essere stato per anni arbitro di calcio.