Economia e Finanza

Borsa: anche nel 2016, punta sulla prudenza

Prudenza
Paolo Funassi
Scritto da Paolo Funassi

Qualche consiglio da amico agli investitori: non pendete (troppo) dalle labbra dei media. Ricordate che i veri “esperti” si stanno godendo i loro lauti guadagni finanziari su qualche spiaggia caraibica, e che non è dato in natura chi in borsa ottenga solo vittorie.

Anno nuovo, tormentoni vecchi. Lasciandoci alle spalle il 2015, scordiamoci di archiviare termini (e questioni) come mercati, spread, tassi d’interesse, BCE, tasso di cambio, borsa valori: argomenti un tempo relegati alle pagine interne, che oggi campeggiano stabilmente tra i titoli forti della cronaca mainstream.

In questi giorni state leggendo numerosi articoli ed inserti che trattano proprio di “come andrà il 2016 in borsa”. Tutti a cercar di capire come fare soldi facili interrogando la sfera di cristallo. Bene, sappiate un cosa scientificamente provata: quando una notizia di finanza appare su un giornale, spesso è già tardi. Per dirla con un’immagine calcistica, è come se pretendessimo di puntare soldi il lunedì mattina sul risultato della partita domenicale.

Non esiste investitore che in borsa abbia sempre e solo guadagnato

Nel nostro caso, poi, anziché notizie circostanziate troverete pareri di (presunti) esperti che, se fossero davvero così esperti, probabilmente si starebbero godendo i loro lauti guadagni in qualche spiaggia caraibica.

Secondo piccolo consiglio: ricordate che non è dato in natura chi in borsa abbia sempre e solo guadagnato. Hanno perso miliardi di euro/dollari (o qualsiasi altra valuta) conclamati guru e oracoli come Warren Buffett (non a caso soprannominato, appunto, “l’oracolo di Omaha”) e investitori del calibro di George Soros.

Con queste premesse, l’anticipazione più azzeccata per il 2016 è: guadagnerà (ancora) chi approccerà la borsa con prudenza. Che non significa certo – chiariamo – sentirsi perdenti in partenza mentre tutti gli altri incassano. Ricordate: tutti noi amiamo raccontare i nostri successi, molto meno gli immancabili fallimenti. Ergo, non fidatevi di chi vi racconta di avere sempre e solo “vinto” in borsa.

In borsa s’investe, non si “gioca”

A proposito: in borsa s’investe e non si “gioca”. Solo qui in Italia esiste l’approccio del gioco quando si parla di finanza e mercati, forse perché da noi il numero di famiglie che investono nelle piazze finanziarie è di gran lunga inferiore ai Paesi anglosassoni. C’è, insomma, un gap di cultura finanziaria, a cui spesso corrisponde un approccio ai mercati approssimativo. Del resto, sono per primi i mezzi d’informazione a parlare di finanza soprattutto quando “crollano” i mercati e molto meno quando “salgono”, deformando la percezione di quello che risulta essere un “gioco thrilling”.

Qui, su Glob.Press, proveremo ad occuparci delle vicende finanziarie in modo onesto, semplice, utile e anche, perché no, ironico. Non perdiamoci di vista e… che sia un 2016 generoso! Anche in borsa.

Info Autore

Paolo Funassi

Paolo Funassi

Presidente di società pubblica, è ex imprenditore ed ex collaboratore presso il Senato e il Consiglio Regionale della Lombardia. Hobby principale: arbitrare nei campionati di football americano, dopo essere stato per anni arbitro di calcio.