Attualità Economia e Finanza

TASI, IVA, casa, canone RAI, contanti: facciamo chiarezza

Tasse
Lidia Vinciguerra

La legge di Stabilità per il 2016 n.208/2015 è un corposo provvedimento composto da un solo articolo e diviso in 999 commi, che ha introdotto novità rilevanti in diversi ambiti. Quelli principali sono:

 

  • l’abolizione della Tasi su tutte le prime case
  • il blocco dell’aumento dell’Iva che era previsto per il 2016
  • la riconferma del bonus per ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico e l’introduzione di nuovi bonus
  • il pagamento del canone RAI direttamente nella bolletta elettrica
  • l’aumento del tetto per i pagamenti in contanti da 1.000 a 3.000 euro

Vediamo nel dettaglio che cos’è cambiato.

Eliminazione della TASI

Per i proprietari e gli inquilini, dopo l’abolizione dell’Imu a partire dal 2016 è abolita anche la Tasi sull’abitazione principale.

A partire dal 2016 non è quindi più dovuta la Tasi sull’immobile adibito ad abitazione principale del possessore o dell’utilizzatore e del suo nucleo familiare (per gli immobili in locazione e comodato, resta comunque dovuta la quota a carico del possessore nella misura stabilita dal comune o, in caso di mancata delibera, nella misura del 90%).

Per le abitazioni di lusso, invece, classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, continua ad applicarsi l’Imu con l’aliquota approvata dal comune e la detrazione di almeno 200 euro.

La Legge 208/2015 ha anche disciplinato il contratto di comodato, riconoscendo una riduzione del 50% della base imponibile Tasi a condizione che:

  • l’immobile sia dato in comodato a parenti in linea diretta entro il primo grado (genitore-figlio o viceversa)
  • l’immobile sia utilizzato come abitazione principale
  • il contratto sia registrato
  • il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato

Se non sono rispettate queste condizioni, la Tasi è dovuta applicando le modalità di calcolo ordinarie. È riconosciuta anche una riduzione del 25% delle aliquote Tasi e Imu deliberate dal comune sugli immobili locati a canone concordato.

Blocco dell’aumento dell’IVA

L’aumento di due punti percentuali dell’Iva, previsto dalla Finanziaria 2015 a partire dal 1° gennaio 2016 e di un ulteriore punto percentuale dal 1° gennaio 2017, è stato al momento bloccato e rinviato al 2017.

Allo stesso modo, è bloccato l’aumento previsto nella manovra dello scorso anno sulle accise.

Mancata registrazione dei canoni di locazione

Il proprietario dell’immobile concesso in locazione ha l’obbligo di registrare il contratto di locazione entro il termine di 30 giorni dalla sua sottoscrizione e di darne comunicazione, entro i 60 giorni successivi, al conduttore ed all’amministratore del condominio affinché aggiorni il registro di anagrafe condominiale. La mancata registrazione del contratto legittima, in qualsiasi momento, il conduttore a chiedere al giudice di ricondurre il contratto di affitto alle condizioni conformi ai contratti quadriennali a canone concordato, e di richiedere la restituzione delle eventuali maggiori somme dovute.

Confermato il bonus per ristrutturazioni edilizie e interventi di risparmio energetico

Anche per il 2016 è stato confermato il bonus sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio, che consentono una detrazione del 50% su un limite massimo di spesa per singola unità immobiliare di 96.000 euro. A partire dal 1° gennaio 2017 il bonus sulle ristrutturazioni edilizie ritornerà a regime, dando diritto ad una detrazione del 36% su una spesa massima di 48.000 euro per singola unità immobiliare.

Legata alle agevolazioni delle ristrutturazioni edilizie per manutenzione straordinaria, la legge riconosce una detrazione del 50% (da dividere in 10 anni) per una spesa massima di 10.000 euro per acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe A+ (classe A per i forni).

Introdotto anche un bonus mobili per le giovani coppie (under 35 anni) acquirenti di immobili, che riconosce una detrazione del 50% sulle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 fino ad un limite di 16.000 euro.

Prorogata fino al 31 dicembre 2016 la detrazione Irpef e Ires del 65% delle spese per risparmio energetico qualificato degli edifici, per schermature solari, per impianti di climatizzazione invernale con generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, nonché (solo da quest’anno) per l’installazione di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e climatizzazione (domotica).

La legge 208/2015 ha poi introdotto la possibilità, solo per le spese sostenute su parti comuni degli edifici e limitatamente ai contribuenti che non hanno capienza per il recupero delle spese di ristrutturazione, di cedere il loro credito ai fornitori del condominio che hanno effettuato gli interventi agevolati.

Per il solo 2016 è prevista la detrazione dall’Irpef del 50% dell’Iva dovuta sull’acquisto di unità abitative di classe energetica A o B cedute dalle imprese costruttrici. La detrazione va divisa a partire dall’anno di sostenimento della spesa e nei nove periodi successivi.

Leasing immobiliare: un’alternativa all’acquisto dell’abitazione

Dal 2016 le persone fisiche che decidono di acquistare o costruire un fabbricato abitativo possono scegliere tra mutuo e leasing (al pari delle imprese). In questo caso, la banca o l’intermediario finanziario si obbliga ad acquistare o a far costruire l’immobile scelto dall’utilizzatore ed a cederlo con contratto di leasing.

Le condizioni a carico dell’utilizzatore sono:

  • di assumersi tutti i rischi relativi all’eventuale deperimento del bene
  • di pagare regolarmente i canoni periodici (è concessa al massimo la sospensione di un anno qualora si verifichi la perdita del lavoro)
  • di riscattare il bene alle condizioni stabilite nel contratto

Per i periodi d’imposta dal 2016 al 2020, ai contribuenti che stipulano un contratto di leasing immobiliare e che, all’atto di stipula del contratto, hanno un’età inferiore ai 35 anni, un reddito complessivo non superiore a 55.000 euro e non posseggano altri immobili a destinazione abitativa, è riconosciuta una detrazione del 19% calcolata su un ammontare massimo di canoni annuali pari a 8.000 e su un riscatto massimo di 20.000 euro.

Se i contribuenti hanno un’età pari o superiore a 35 anni, la detrazione spetta alle medesime condizioni, ma gli importi sono ridotti della metà.

Pagamento del canone RAI

A partire dal 1° luglio 2016 il canone Rai, ridotto a 100 euro, si pagherà in bolletta e comprenderà le rate dei mesi precedenti. Dal 2017 invece sarà diviso in 10 rate da 10 euro, da gennaio ad ottobre (20 euro a bolletta).

Il pagamento del canone Rai avverrà mediante addebito nella fattura per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica. Il canone va pagato da chiunque detenga un apparecchio atto od adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive. La novità è che si presume la detenzione dell’apparecchio nel caso in cui esiste “un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica”. Per superare questa presunzione, il contribuente sarà costretto a presentare un’autocertificazione all’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino. La dichiarazione “ha validità per l’anno in cui è stata presentata”: occorre dunque riproporla ogni anno.

Sono esenti dal pagamento del canone gli over 75 che hanno un reddito non superiore agli 8.000 euro annui.

Per le seconde case non si deve pagare un secondo canone, poiché questo è dovuto una sola volta per tutti gli apparecchi detenuti “nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica”.

Non sono previste sanatorie per gli arretrati, che andranno in prescrizione a distanza di 10 anni.

Aumento del tetto per pagamenti in contanti

A partire dal 1° gennaio 2016, è salito da 1.000 a 3.000 euro il limite di utilizzo dei contanti. Rispetto al 2015, quindi, il contante potrà essere utilizzato per tutti i tipi di pagamento che sono compresi tra 1.000 e 2.999,99 euro, mentre quelli sopra i 3.000 richiederanno il bonifico bancario, l’assegno non trasferibile, la carta di credito o il bancomat.

La legge di stabilità in tema di pagamenti in contanti introduce le seguenti novità:

  • Divieto di trasferimento di denaro contante, di libretti di deposito bancari o postali al portatore oppure di titoli al portatore in euro o in valuta estera, realizzato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi (operatori economici o anche privati), in tutti i casi in cui il valore oggetto di trasferimento complessivamente risulti pari o superiore a 3.000 euro. Se, tuttavia, il trasferimento viene effettuato con l’intervento di banche, Poste italiane, istituti di moneta elettronica o istituti di pagamento questo divieto non sussiste
  • Aumento del limite da 2.500 a 3.000 euro per la negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta nello svolgere l’attività di cambiavalute
  • Mantenimento del limite di 1.000 euro per la rimessa di denaro (i cosiddetti money transfer) e per l’emissione di assegni bancari e postali senza che vi siano né l’indicazione del beneficiario (ovvero con girata libera) né la clausola di non trasferibilità
  • Ampliamento alle carte di credito dell’onere che ricade su professionisti, imprese ed esercenti al minuto di accettare pagamenti effettuati tramite Pos da 5 euro in su
  • Abbattimento delle commissioni bancarie, ovvero diminuzione delle stesse, in particolare per i pagamenti elettronici che hanno importi inferiori ai 5 euro.

 

Info Autore

Lidia Vinciguerra

Lidia Vinciguerra

Dottore commercialista, revisore dei conti, pubblicista... e mamma. Oltre che con Glob.Press, collabora con alcune importanti testate e case editrici del settore economico-finanziario. Fra queste, il gruppo Sole 24 Ore ("Settimana fiscale"), Giuffrè Editore ed Ipsoa.