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Onde gravitazionali, il giorno dopo: ecco come proseguirà la ricerca

Onde gravitazionali
Federica Frigeri
Scritto da Federica Frigeri

Ora che l’esistenza delle onde gravitazionali è stata confermata, il passo successivo starà nell’individuare che cosa le produce e dove: un lavoro che si annuncia complesso. I primi programmi osservativi sono già stati avviati: in stretta collaborazione con le sale di gestione degli interferometri LIGO e VIRGO, saranno anche i ricercatori italiani dell’Istituto nazionale di astrofisica ad operare sul prossimo step. L’INAF viene infatti allertato ad ogni possibile segnale gravitazionale ed ha accesso immediato ai dati sulla presunta provenienza dell’onda.

 

Nello studio sulle onde gravitazionali c’è molta Europa

Oltre all’INAF, anche il team di INTEGRAL, che impiega un telescopio spaziale dell’ESA (Agenzia spaziale europea) sarà coinvolto in questa fase del progetto. In definitiva, si tratterà di decifrare il punto di provenienza del segnale rilevato da LIGO: studiare la natura di queste onde puntando i potenti telescopi e radiotelescopi per scoprirne le sorgenti è il lavoro in atto.

La teorizzazione delle onde gravitazionali da parte di Albert Einstein risale al 1916, mentre i primi esperimenti di rilevazione presero avvio nel 1960 con Weber. Dopo anni di tentativi, l’analisi di osservazione tra i due rilevatori LIGO ha finalmente “trovato” le onde, create dalla fusione di due buchi neri. Un nuovo, affascinante capitolo nella storia dell’astrofisica.

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Federica Frigeri

Federica Frigeri

25 anni: uno in Inghilterra, uno in biblioteca, molti a scuola. Laureata in Scienze della Comunicazione, al momento un po’ stagista e un po’ laureanda in Editoria.