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Ibernazione: ora sembra possibile

cervello coniglio
Federica Frigeri
Scritto da Federica Frigeri

È stato portato a termine con successo il primo esperimento di ibernazione del cervello di un coniglio. E c’è già chi pensa che…

Un esperimento apparentemente bizzarro potrebbe aprire interessanti (e per certi aspetti inquietanti) prospettive scientifiche. Si tratta dell’ibernazione, e del successivo scongelamento, del cervello di un coniglio. La clamorosa notizia sta nel fatto che il cervello della bestiola, scongelato dopo essere stato portato alla bassissima temperatura di -135°C, risulta completamente intatto e con tutte le connessioni conservate.

 

La tecnica dell’esperimento, raccontata sul Journal of Cryobiology, ha visto gli scienziati prevenire la disidratazione dell’organo attraverso tecniche di drenaggio del sangue, che è stato sostituito con una molecola capace di proteggere i tessuti dalla formazione di ghiaccio ed evitare la disidratazione delle cellule. Questa sostanza è il glutaraldeide, che però potrebbe risultare tossico, e quindi dannoso. Se è vero che l’organo ibernato non presenta danni apparenti, infatti, è altrettanto evidente che la possibilità di riattivarlo è ancora tutta da provare

Il risultato, ottenuto da Gregory Fahy e Robert McIntyre, è stato premiato con 26.000 dollari dalla Brain preservation foundation. Si contano, nel mondo, già 100 casi di cervelli ibernati dopo la morte, in attesa di progressi nella scienza. Molto più numerosi i cervelli regolarmente attivi che sarebbe preferibile congelare, ma questa è tutta un’altra storia… 😉

Immagine tratta da Brain preservation foundation

Info Autore

Federica Frigeri

Federica Frigeri

25 anni: uno in Inghilterra, uno in biblioteca, molti a scuola. Laureata in Scienze della Comunicazione, al momento un po’ stagista e un po’ laureanda in Editoria.