Attualità Economia e Finanza

Ferrari: un’occhiata al “motore finanziario” della Rossa

ferrari
Paolo Funassi
Scritto da Paolo Funassi

A due mesi e mezzo dal debutto a Wall Street, le azioni Ferrari approdano a Piazza Affari. Un buon investimento per chi guarda al medio-lungo periodo, qualche incognita in più sul breve termine. E sarà fondamentale tornare a vincere in Formula 1.

Il grande giorno per gli amanti italiani del mito Ferrari è arrivato: le azioni del cavallino rampante hanno debuttato alla Borsa di Milano. Entrare a far parte dell’azionariato della “rossa” è una prospettiva di enorme fascino e Glob.Press, al di là delle suggestioni, vuole aiutarvi ad infilare il naso nel “motore finanziario” della più amata dagli italiani.

Ferrari, dalla Borsa di New York a quella di Milano

Il rombo dei motori Ferrari in Borsa non è una novità assoluta. Il 21 ottobre 2015 le azioni del cavallino rampante (denominate “Race” per motivi tecnici) debuttarono infatti alla Borsa di New York. L’evento non ebbe un adeguato risalto in Italia per due motivi: la sua matrice transoceanica e la concomitanza con la quotazione in Italia di Poste Italiane, con gli apparati politici, mediatici e finanziari di casa nostra concentrati principalmente su quest’operazione.

Le azioni Ferrari quotate a New York furono solo il 10% del totale. Circostanza che da un lato fece lievitare il prezzo delle azioni al debutto (più un bene di pregio è raro, più aumenta di valore) e dall’altro portò pochi scambi azionari rispetto alla potenzialità del marchio.

Era dunque già possibile per il risparmiatore italiano investire sui titoli Ferrari quotati a New York ma le procedure burocratico-amministrative e le commissioni da pagare in banca non rendevano questa prospettiva molto attraente. A maggior ragione, a poche settimane dall’approdo a Piazza Affari.

Gli investitori più informati sanno che esisteva una via ulteriore per ottenere titoli Ferrari: comperare azioni FCA (Fiat Chrysler Automobile). In concomitanza con il debutto del “cavallino rampante” a Milano, FCA avrebbe provveduto a consegnare a tutti i propri azionisti le azioni Ferrari detenute in portafoglio (il nome tecnico di questo procedimento è “spin off”). Quest’opportunità ha solo parzialmente sostenuto in questi mesi le quotazioni di FCA, inferiori in realtà alle aspettative di investitori ed analisti.

Il rombo delle monoposto, dalle piste a Piazza Affari

Quali sono, dunque, le prospettive borsistiche per la Ferrari? Il passato fatto di grandi successi sportivi e di una buona gestione economica (soprattutto negli ultimi anni) hanno reso il marchio Ferrari tra i più conosciuti ed apprezzati al mondo. Proprio queste premesse hanno consentito di quotarlo a multipli tripli rispetto alla media del settore automobilistico.

Per sostenere le quotazioni azionarie, però, non basterà lo splendido passato. Ecco dunque l’urgenza di tornare a trionfare nel mondiale di Formula 1. In un contesto ultracompetitivo bisognerà poi continuare ad accrescere gli utili e ampliare il numero delle vetture mantenendo, nel contempo, l’aura di esclusività che nobilita il brand. Le premesse appaiono tutto sommato favorevoli, visto che utili, ricavi e vetture consegnate sono risultati in aumento nel 2015 rispetto al 2014.

Mai stato facile pilotare la “rossa”

Non esiste azione priva di rischi e Ferrari non fa eccezione, visto che opera in un contesto regolatorio sfidante e che i ritorni economici potrebbero risultare contenuti a fronte degli alti costi legati alla ricerca ed allo sviluppo tecnologico. Parallelamente, una forte crescita delle vendite (e quindi dei ricavi) non sembra delinearsi almeno per alcuni anni.

Riteniamo dunque Ferrari un ottimo investimento in un’ottica di lungo termine (almeno 5 anni) poiché la forza del marchio e le prospettive di crescita dovrebbero sostenerne le quotazioni. Siamo invece prudenti sul breve termine: nei primi mesi del 2016 potrebbero verificarsi forti sbalzi di prezzo, che rappresenterebbero un’opportunità solo per gli investitori più esperti.

Info Autore

Paolo Funassi

Paolo Funassi

Presidente di società pubblica, è ex imprenditore ed ex collaboratore presso il Senato e il Consiglio Regionale della Lombardia. Hobby principale: arbitrare nei campionati di football americano, dopo essere stato per anni arbitro di calcio.