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Call center: una raccolta firme contro le telefonate moleste

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Federica Frigeri
Scritto da Federica Frigeri

Quante volte siete stati infastiditi, nel bel mezzo di una cena, dalla solita telefonata del solito call center? Le “armi di difesa” finora si sono limitate a staccare la linea, fingersi il figlio minorenne, l’uomo delle pulizie o rispondere in maniera maleducata al povero operatore. Ora è possibile fare di più, aderendo alla campagna #nondisturbarmi, una raccolta firme organizzata dall’Unione Nazionale Consumatori per riformare il sistema dei call-center.

 

Massimiliano Dona, segretario dell’UNC, spiega: “È inaccettabile che non esista una difesa contro il teleselling selvaggio”. La petizione è stata creata per evitare di ricevere quelle fastidiose chiamate che fanno squillare il telefono di casa a tutte le ore del giorno, disturbando la privacy con atteggiamenti insistenti dell’operatore, che deve a tutti costi vendere un prodotto o un nuovo contratto.

Il problema sarebbe risolto dall’adozione di un vero e proprio regolamento, che superi l’attuale Registro Pubblico delle Opposizioni: “un fallimento”, secondo l’Unione Consumatori. Il Registro permette al cittadino di sfuggire alle telefonate moleste, ma soltanto attraverso una pratica telematica piuttosto complessa.

L’obiettivo è agire su più versanti:
1) Introdurre un meccanismo di responsabilità tra l’azienda che avvia la campagna e il call-center addetto alle telefonate;
2) Potenziare il Registro Pubblico delle Opposizioni permettendo di includere tra i “numeri telefonici protetti” quelli fissi (come già previsto) ed anche quelli mobili;
3) Incentivare gli operatori perché gestiscano meglio i dati in loro possesso.

Per firmare la campagna, ecco la raccolta firme. Ulteriori informazioni si trovano sul sito dell’UNC.

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Federica Frigeri

Federica Frigeri

25 anni: uno in Inghilterra, uno in biblioteca, molti a scuola. Laureata in Scienze della Comunicazione, al momento un po’ stagista e un po’ laureanda in Editoria.